Chi lascia la via vecchia per la nuova CRESCE

Se tutti fanno una cosa non è detto che sia giusta. È più probabile che sia la più facile da fare perché ormai è stata testata. Ma l’evoluzione dell’umanità si deve a coloro che intraprendono strade sconosciute ad altri…

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Quando chiesero a Edison cosa provava nel non riuscire, dopo 25 anni di tentativi inutili, a inventare un accumulatore, egli rispose: «Non mi sento un fallito. Adesso conosco 25000 modi in cui non si deve fare una batteria.»

«Il credito che voi mi date per il mio lavoro non è tutto mio! Voglio dire che io sono solo uno strumento con cui la Suprema Intelligenza svolge la sua opera. Io sono un pioniere in un paese sconosciuto. Quando ho iniziato il mio lavoro non sapevo niente di nozioni elettriche o meccaniche; ero andato a scuola per poco più di un anno. Se non avessi lavorato sotto questa Guida Suprema, non avrei mai potuto combinare niente.»

Thomas Alva Edison

Il nostro vero tesoro sono le esperienze che facciamo lungo il cammino della vita. Le esperienze  sono come mattoni, utili per costruire la dimora del nostro sapere. Poche esperienze equivalgono a pochi mattoni, di conseguenza riusciremo a erigere una piccola casa per contenere la nostra essenza. Molte esperienze, a loro volta, ci permetteranno di costruire una spaziosa dimora, illimitata se vogliamo, in continua espansione, dove la nostra parte interiore è libera di muoversi, di scegliere e di evolversi.

L’essere umano è all’apice dell’evoluzione e la Vita cresce e matura attraverso lui. E per permettere alla Vita di migliorarsi, dobbiamo intraprendere strade sempre nuove, affrontare l’ignoto per renderlo noto, aumentare le nostre conoscenze, ossia le sue. Dobbiamo renderci strumenti della consapevolezza universale.

SCEGLI CIÒ CHE È UTILE, NON CIÒ CHE È FACILE

Einstein, Leonardo Da Vinci, Ludwig Van Beethoven, Henry Ford (la lista sarebbe interminabile), sono tutte persone che hanno intrapreso strade sconosciute ad altri, sono stati pionieri nel loro ambito e grazie al loro coraggio, alla loro tenacia, hanno raggiunto risultati dei quali ora ne gode tutta l’umanità.

Non serve stravolgere la propria vita ma è già utile provare a cambiare quelle piccole abitudini che ormai sono diventate la nostra norma. Tutti i cambiamenti partono dal piccolo per poi sfociare in qualcosa d’importante. Per esempio è sufficiente cambiare la strada per recarsi a lavoro, oppure cambiare supermercato e prendere le buste della spesa con la mano che di solito non usiamo, provare a cucinare un piatto mai assaggiato o leggere un libro di un genere che abbiamo sempre rifiutato di prendere in considerazione.

Ogni volta che facciamo qualcosa di inconsueto, di nuovo rispetto a ciò che già sappiamo, ci accorgiamo che impariamo cose nuove. Questa è una semplice verità. E più conosciamo, più abbiamo possibilità di scelta. Il cambiamento è essenziale per la propria crescita. Più cambiamo, più ci espandiamo. Cominciando a cambiare le piccole cose noteremo sin da subito come il nostro punto di vista lentamente si sposta, fornendoci nuove idee e stupendoci.

La società in cui viviamo ci incoraggia alla cautela piuttosto che alla curiosità, a ciò che è certo piuttosto che all’ignoto, alla sicurezza piuttosto che all’avventura. Troppo spesso l’ignoto viene identificato come pericoloso. Ma non è così. L’ignoto è un’esperienza stimolante, “la vera sorgente d’ogni arte e scienza” come diceva Einstein.

Non si può crescere se si conoscono già le risposte a domande che ancora ci devono essere fatte. Se riflettiamo, i momenti più intensi e belli della nostra vita sono stati quelli dove ci siamo potuti comportare spontaneamente, dove abbiamo fatto ciò che ci sentivamo di fare, in attesa che l’ignoto ci svelasse la sorpresa che aveva in serbo per noi. Se riuscissimo ad avere piena fiducia in noi stessi non porremo limiti alle nostre possibilità. Riconosceremo subito quel riflesso incondizionato che ci fa evitare di vivere nuove esperienze, allontanandolo da noi. Non avremo timore di sbagliare perché gli errori che faremo saranno le nostre lezioni più importanti e ci faranno progredire. Non commettere errori vuol dire non imparare.

“Diamoci in pasto all’ignoto, non già per disperazione, ma soltanto per colmare i profondi pozzi dell’assurdo”

 Filippo Tommaso Marinetti,Manifesto del futurismo (1909)

Le insicurezze sono eliminate dall’azione e non certo dal fatto che ci sentiamo insicuri. Tutti coloro che hanno raggiunto importanti risultati nella propria vita hanno sperimentato un gran numero di fallimenti. Tuttavia non si sono mai considerati dei falliti. Il sentirsi inadatti proietta su di noi solamente una sensazione negativa, inutile, e saremo condizionati a pensare di essere dei perdenti.

chi lascia la via vecchia avrà successoPer avere successo interiore, di conseguenza esteriore, ci vuole orgoglio e non autolesionismo. Bisogna essere rilassati, in pace con se stessi, evitando sensazioni negative, fiduciosi e liberi da dogmi altrui. E anche se non raggiungeremo sempre i nostri obiettivi, saremo sicuri che la nostra crescita è ugualmente avvenuta. Non dobbiamo pretendere la perfezione da noi stessi, ma dobbiamo pensare di essere già perfetti, in quanto in grado di crescere. Dobbiamo evitare la competizione e favorire la cooperazione, evitando così il confronto con gli altri. Facendo ciò permetteremo alle diverse individualità di emergere.

 “Un buon viaggiatore non ha un piano fisso e non intende arrivare” – Lao Tzu

 La nozione comune che il cambiamento è carico di incertezze deve essere abbandonato. Continuando a imbatterci in esperienze nuove eviteremo il collasso psicologico, in quanto la routine è debilitante e malsana. Se perdiamo ogni interesse nella vita è come se avessimo già concluso il nostro percorso su questa terra. Nella nostra società sono molte le attività e gli individui considerati tabù, per il solo fatto che non li si conosce. Ma tabù è un atteggiamento adottato che vieta di fare esperienze in territori sconosciuti, soltanto perché un altro gruppo di persone ha ritenuto fossero pericolosi e incomprensibili per noi. E’ ovvio che non è così.

Ci hanno insegnato che per fare una qualsiasi cosa debba esserci una ragione. Ma il cercare sempre una ragione ci nega di fare esperienze. Da bambini non ci ponevamo limiti proprio perché facevamo ciò che ci andava di fare senza aver bisogno di ragioni. Perché? Perché eravamo bravi a crescere. Perché non esserlo anche ora?

Dietro ogni nuova esperienza che sperimentiamo si cela la nostra ricchezza. Come quando da piccoli giocavamo a caccia al tesoro. Il tesoro era nascosto sempre in un posto diverso.

E allora… Buona caccia 🙂
cristiano mocciola blog

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