Siamo dipendenti dalle emozioni

Ognuno di noi è un tossicodipendente. SI, siamo dipendenti del cocktail chimico che le nostre emozioni generano, proprio come se fosse una droga.

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SIAMO LE NOSTRE EMOZIONI

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Voglio che rifletti e osservi le persone che ti sono accanto, i tuoi amici, i tuoi colleghi, i tuoi familiari e perché no, osserva anche te stesso. Sono sicuro che puoi tranquillamente distinguere in ogni persona dei tratti emotivi che lo caratterizzano, come ansia, serenità, preoccupazione, entusiasmo, felicità, depressione, ecc… insomma una varietà di stati d’animo. E non è forse vero che le persone alle quali attribuisci queste caratteristiche vivono quasi sempre nel loro stato d’animo? Mi spiego meglio con degli esempi:

esempio 1: c’è la nonna che trova sempre qualcosa che non va, o nel condominio, o nella parrocchia, o nella gioventù, o negli emigrati… insomma: non le va mai bene niente! Vive perennemente nell’insoddisfazione.

–> La nonna è insoddisfatta

esempio 2: c’è l’amico sempre sorridente che prende tutto con leggerezza, anche davanti ai problemi più seri sorride, se provi a parlargli di politica o guerre ti dice si, si (ma si vede lontano un miglio che non gliene frega niente) e poi riprende con i suoi discorsi felici… insomma

–> L’amico è spensierato

esempio 3: c’è il cugino super informato dai media che ti vomita addosso tutte le notizie di cronaca nera, di morti ammazzati strangolati e pugnalati, di stragi, epidemie, stupri, virus. Vive nel terrore che il mondo offre piuttosto che vedere le cose belle della vita.

–> Il cugino è terrorizzato

Di esempi ce ne un’infinità e sono tutti intorno a te. Ci strascichiamo addosso le nostre emozioni a tal punto che diventiamo le nostre emozioni. Anche perché, se siamo ciò che pensiamo e i pensieri producono emozioni, vuol dire anche che siamo le nostre emozioni.

Piccolo sunto su come si forma un’emozione:

osservazione filtro usato  pensiero   emozione

Le esperienze che abbiamo maturato e il modo in cui le abbiamo affrontate hanno formato le nostre convinzioni, ossia i filtri con i quali codifichiamo la realtà. Se per esempio siamo stati truffati da un meccanico con una fattura a parere nostro troppo elevata, quindi ci siamo rimasti male, ecco che cominceremo a non fidarci più come prima di quella categoria. E anche quando incontreremo un meccanico onesto faremo fatica a reputarlo tale. Se invece di rimanerci male ci dicevamo: i meccanici non sono tutti uguali, oppure, il prezzo forse non era poi così alto, ecco che costruivamo un altro filtro e il pregiudizio negativo sulla categoria dei meccanici non si creava.

L’EMOZIONE È UNA DROGA

Ma veniamo al dunque: perché siamo dipendenti dalle emozioni, ossia non riusciamo a cambiare il filtro che usiamo?

 L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmio di energia psichica e con una battuta blocchiamo l’irrompere di emozioni spiacevoli – Sigmund Freud

20140506134716-TheLens2.jpgQuando ci emozioniamo il liquido che è attorno al nostro cervello cambia la propria composizione. E non solo. Il cervello, a ogni nuovo impulso che riceve, modifica la propria struttura generando nuove reti neuronali dove far passare la nuova esperienza sotto forma di impulsi elettro-chimici. Se al cervello faremo vivere più volte la stessa esperienza, ossia invieremo più volte questi impulsi elettro-chimici nella nuova rete neuronale, consolideremo la connessione e creeremo così un’abitudine emotiva.

Ma cosa avviene di specifico? Ogni emozione fa produrre all’organismo un determinato tipo di sostanze chimiche chiamate peptidi. Ci sono i peptidi per la felicità, per l’ansia, per l’insoddisfazione, ecc… Se ci abituiamo a vivere una determinata emozione e non correggiamo il filtro, ecco che la rete neuronale si stabilizza e le cellule del nostro corpo saranno talmente abituate ad assorbire quel tipo di peptidi che ne diventeranno dipendenti. Il che vuol dire che saremo più sensibili allo stato emotivo corrispondente, ossia ci verrà più facile provare quella determinata emozione piuttosto che un’altra.

downloadIn poche parole: l’abitudine a un’emozione corrisponde a una dipendenza, proprio come per le droghe. Se il tuo corpo si abitua a un determinato cocktail chimico dopo un po’ ne diventa dipendente.

L’unica soluzione è a monte, quindi cominciare a cambiare il pensiero, di conseguenza cambierà anche il filtro che useremo per codificare la realtà (leggi il post ‘la mentalità che usi fa la differenza’) Se non controlliamo il pensiero, la mente non farà altro che cercare il modo di avere come prodotto finale i peptidi di cui ha bisogno l’organismo. In poche parole: ti ingannerà distorcendo la realtà a proprio favore. La realtà esiste e non ha un senso specifico a parte quello che le dai tu. Se ti convinci che tutti i meccanici siano persone oneste e affidabili, anche quando incontrerai un truffatore farai fatica a credere di essere stato truffato.

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma in realtà, magia e bellezza sono in noi – Kahlil Gibran-

Sii consapevole di quello che fai con la testa e non lasciare allo sbaraglio i tuoi pensieri. Prendine il controllo, decidi che emozioni provare e ti stupirai di come la tua vita cambierà. Se ancora non lo hai capito, puoi decidere chi essere attraverso l’immaginazione, quindi attraverso il controllo del pensiero, ossia il controllo delle emozioni.

Ps: ogni riferimento a cose, persone, nonne o meccanici è puramente casuale

(Quello che hai letto è un estratto del programma di crescita personale Perdi Peso con Felicità. L’iscrizione è completamente gratuita cliccando qui)

Ti auguro una serena giornata 🙂
cristiano mocciola blog

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In "Perché E=mc2?" Brian Cox e Jeff Forshaw hanno portato i lettori alla frontiera della scienza del ventunesimo secolo per spiegare e rendere semplice l'equazione più celebre del mondo. Ora, con la stessa chiarezza e un entusiasmo contagioso, si confrontano con la meccanica quantistica, una delle teorie fisiche più affascinanti, ma notoriamente ostica al grande pubblico. Semplicemente: cos'è la meccanica quantistica? Come si lega con le teorie di Newton e di Einstein? E soprattutto, come facciamo a essere certi che sia una teoria valida? Il regno subatomico vanta una reputazione ambigua, sospesa tra la capacità di previsioni concrete e sbalorditive sul mondo che ci circonda, e la genesi d'innumerevoli malintesi. Ne "L'universo quantistico svelato", Cox e Forshaw fanno piazza pulita di ogni confusione, offrendo un approccio illuminante e accessibile al mondo della meccanica quantistica, mostrando non solo cos'è e come funziona, ma anche perché è così importante.