Imparare a chiedere e gestire la paura del rifiuto

Hai moneta per favore? Quante volte te lo sei sentito domandare? Ti hanno mai fermato per strada chiedendoti qualche spicciolo?

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500-lire-versoChe tu ci creda o no, più o meno vent’anni fa, anche io ho ricoperto il triste e fastidioso ruolo del chiedimoneta a tappeto!

Quando con i miei compagni di classe bigiavamo, facevamo sega, come si dice dalle tue parti?!? quando saltavamo la scuola insomma, puntualmente riorganizzavamo le nostre finanze e puntualmente ci accorgevamo che con quei pochi spiccioli che avevamo c’era poco da divertirsi. Nessuna colazione, nessuna partita ai videogiochi, niente sigarette… niente di niente. All’epoca non c’era ancora l’euro e i videogiochi si trovavano nei bar. Il costo di ogni partita variava dalle 200 alle 500 lire. Un pacchetto di Gauloises rosse veniva 3800 lire se non ricordo male…

Partivamo allora in spedizioni eroiche. Senza badare alla nostra reputazione, rubando la piazza a chi veramente aveva bisogno di aiuto economico, importunavamo qualsiasi tipo di passante, dall’uomo in giacca cravatta alla vecchietta, in cerca di qualche spicciolo. Chiedevamo qualche spicciolo e qualche spicciolo ottenevamo.

Ti ho inserito questo aneddoto personale perché alla distanza di vent’anni una cosa l’ho capita: la vita è ben disposta a darti tutto quello che chiedi. Sempre! Se chiedi uno avrai uno, se chiedi cento avrai cento. L’impegno che investirai poi per raggiungere quanto chiesto sarà proporzionale al livello e alla qualità di quello che desideri raggiungere.

I vostri desideri e le vostre convinzioni non sono altro che pensieri: “Chiedete e vi sarà dato”. Chiedete tramite l’attenzione, tramite le esigenze che manifestate, chiedete con i vostri desideri; è sempre chiedere, sia che vogliate che accada, sia che chiediate che non accada. – Esther e Jerry Hicks,

E non è tanto il tipo ti problema che dobbiamo affrontare a decidere la nostra sorte, quanto il modo in cui decidiamo di affrontarlo. I problemi (se così vogliamo chiamarli) li abbiamo tutti e non esistono problemi più o meno gravi di altri. C’è chi vede un ostacolo insormontabile nell’andare a chiedere di uscire a una ragazza, e c’è chi si trova costretto su una sedia rotella e nonostante questo continua a gioire della vita. Qual’è la differenza tra queste due persone?

Solo ed esclusivamente l’atteggiamento. L’atteggiamento verso la vita è ciò che fa la differenza.

Invece di etichettare gli ostacoli come problemi, prova a guardarli come se fossero esami per passare alla classe successiva. Quello che accade non capita A te, capita PER te. Questa frase è quella che mi aiuta tutt’ora nell’affrontare i cosiddetti problemi. Con questo punto di vista elimini ogni tipo di valenza negativa e impari a riconoscere solo i doni e le opportunità che si camuffano dietro le insidie. (E se hai letto l’articolo “Chi vive nel tuo corpo?” avrai compreso come trasformare ogni – in +)

Sei qua per crescere, non per decrescere. Sei qua per imparare a chiedere e lottare per ottenere ciò che chiedi, non per accontentarti e piangere quando le tue aspettative non vengono soddisfatte. 

Come puoi quindi ottenere risultati differenti da quelli che ottieni ora? Semplice: chiedi qualcosa di diverso!

Non voglio farla semplice perché semplice non è. Io sono il primo ad aver avuto difficoltà nell’imparare a chiedere. E il grande scoglio da superare è la paura del rifiuto.

Quando ancora lavoravo da dipendente scoprii a mie spese questo tipo di sensazione. Era poco più di un anno che ero inserito nell’azienda e una mattina mi dissi e mi convinsi che se non avessi chiesto un aumento nessuno sarebbe arrivato a offrirmelo. Armato di coraggio (e ti giuro che le mani e la voce mi tremavano!) bussai alla porta del capo. Avevo una fifa matta! Avevo paura di un rifiuto! Una paura che esisteva solo ed esclusivamente nella mia testa. Una paura irreale… cosa mai mi sarebbe potuto succedere di tanto grave?

Ma il rifiuto non arrivò. Io ebbi il mio aumento in busta del 20% e il mio capo fu ben lieto di accontentarmi in quanto ero sempre stato un dipendente produttivo. Farmi felice gli costava poco e nel frattempo si assicurava che la qualità del mio lavoro non calasse.

Peccato che poi cominciai a rimuginarci sopra e a dirmi frasi del tipo mannaggia, dovevo chiedergli il 30%… e perché no anche un’auto aziendale o almeno il rimborso carburante… ma non osai. Il mese dopo mi licenziai, mi misi in proprio e cominciai a chiedere alla vita qualcosa di veramente diverso… ma questa è tutta un’altra storia.

Torniamo a noi. Ciò che ci impedisce maggiormente di ottenere ciò che vogliamo è questa benedetta paura del rifiuto. Se hai paura del rifiuto avrai anche paura di osare e di chiedere.

Chi non osa non può pretendere

E ora che hai capito che per ottenere qualcosa di diverso devi chiedere qualcosa di diverso, come puoi superare la paura del rifiuto?

  1. Non avere aspettative. Imparare a chiedere vuol dire anche imparare a ricevere qualsiasi tipo di risposta. Sei libero di chiedere ciò che vuoi ma non crearti aspettative a riguardo. Le aspettative per la maggior parte di volte vengono deluse perché non sempre la vita si modella alla perfezione come vorremmo. Piuttosto dovremo essere noi a modellarci in base a quello che riesce a offrirci al momento. Ma questo non ci vieta di continuare a chiedere, giusto? Sia che chiedi uno, che chiedi cento, potresti rimanerci deluso. Quindi, chiedi mille! E’ un po’ come il detto sognare in piccolo o in grande costa la stessa fatica, quindi esagera! Scoprirai di aver imparato a chiedere quando chiederai qualsiasi cosa come se stessi chiedendo un bicchiere d’acqua
  2. Impara dal rifiuto. Non sempre la vita procede secondo i tuoi piani. I rifiuti, i fallimenti, i no che ti presenta, sono le lezioni che devi apprendere per passare alla classe successiva, ricordi? Ogni successo nasce da un fallimento! Senza fallimento non esiste crescita, senza crescita non raggiungi niente. Benedici i rifiuti piuttosto che maledirli. Sono loro che ti condurranno a ciò che desideri. (leggi l’articolo “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti”)
  3. Non perdere di vista il tuo obiettivo. Qualsiasi cosa accada, mantieniti centrato sull’obiettivo. Conoscendo bene quel che vuoi raggiungere, ti sarà più facile sapere cosa chiedere. Ma soprattutto, quando il tuo perché sarà chiaro, il come non sarà più un problema . Non esisterà paura capace di fermarti. Concentrati sulla meta e trova il tuo perché. Il resto viene da sè

Riassumendo quanto detto: non temere di chiedere ciò di cui hai bisogno. Scoprirai ben presto che la vita è ben disposta ad esaudirti se sai come chiedere. Non accettare mai come risposta definitiva un rifiuto perché alla fine dei rifiuti che la vita ti presenta, si trova il tuo tesoro.

Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c’era nessuno – Martin Luther King

Fai chiarezza dentro te, comprendi quello che realmente vuoi, e inizia a chiedere, a porti le domande giuste. Chiedere vuol dire sapersi attivare per raggiungere un obiettivo (non è solo una fase passiva). Vuol dire tentare e ritentare azioni e strategie per ottenere dei risultati. Chiedere è un’espressione metaforica. Chiedere va di pari passo con la volontà che hai di metterti in gioco. Quanto sei disposto a impegnarti per raggiungere ciò che chiedi? Quanti rifiuti sei disposto ad accettare? La risposta esatta a quest’ultima domanda è INFINITI 😉

Cosa stai aspettando allora? Focalizza il tuo obbiettivo e CHIEDI! CHIEDI! CHIEDI! Chiedi e ti sarà dato!


E ora passiamo alla seconda e breve parte di questo articolo che, guarda caso (e il caso non esiste) calza a pennello con quanto detto fin’ora. Il 18 ottobre, a Milano, per la prima volta nella storia, si è tenuto il Dreamers Day, la giornata dei sognatori (www.dreamersday.it/)

foto 1 (4)Alcuni nomi dei presenti sul palco: Alberto Lori, (l’autore del video che hai potuto vedere) studioso e appassionato di psicoquantistica che con semplicità e chiarezza riesce a farti vedere il mondo da un’altra prospettiva: la migliore (nella foto); Richard Romagnoli, ambasciatore nel mondo di Laughter Yoga, sempre più travolgente ed esplosivo: pura dinamite; Carla Perrotti, la donna che in solitaria ha girato tutti i deserti del globo, e tanti altri relatori dal forte impatto…

Non ti farò un elenco di tutti gli ospiti perché erano veramente tanti, ma ognuno di loro ci ha fatto dono della sua personale esperienza da sognatore, da visionario, per motivarci nel continuare a credere… si, perché se vogliamo che i nostri sogni si realizzino dobbiamo crederci (credere per vedere). Ti inserisco però una serie di diapositive che sono riuscito a immortalare, sperando ti diano dei buoni spunti di riflessione.

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Il sognatore è colui che si è svegliato e vuole scrollarsi di dosso la meccanicità della quotidianità. Ha compreso che se fin’ora ha basato la propria vita su quanto gli è stato detto, ora può invertire il senso di creazione. ossia iniziare a creare la realtà in base a quello che lui pensa e vede. Il mondo deve il suo progresso a tutti coloro che hanno creduto fermamente nella loro visione.

Le cadute i fallimenti, sono necessari se vuoi che questa tua visione diventi realtà. L’esperienza non è ciò che ti accade, l’esperienza è ciò che fai con quello che ti accade.

Ci leggiamo settimana prossima. Buona giornata 🙂
cristiano mocciola blog

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Pubblicato su autostima, crescita personale
2 comments on “Imparare a chiedere e gestire la paura del rifiuto
  1. Heka ha detto:

    Bellissimo post…come sempre Cri! Ho quasi finito di legger “Chiedi e ti sarà dato” e si….il senso è proprio questo…,chiedere, imparare a farlo senza “paura”, e volersi più bene. Essere sognatori…vuol dire tanto, provar ritrovare la nostra Essenza, la nostra unione con il Tutto, con l’Universo.Cadere…e rialzarsi,sentirsi dire no..spesso ci fan dimenticare…che sono parte fondamentale del percorso per il raggiungimento del nostro traguardo, del successo(la farfalla…nel suo bozzolo..deve sforzar le sue ali…o non potrebbe averle forti..al momento giusto…,tutto..serve…nel processo meraviglioso del viaggio della Vita).
    Grazie,grazie,grazie!

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Che cosa hanno imprese internazionali come Apple, Google, Ikea o il macellaio italiano Dario Cecchini che la vostra azienda non ha? Le P tradizionali come prezzo, promozione, pubblicità, posizionamento e altre che gli uomini di marketing usano da tempo non funzionano più. Oggi, all'elenco, c'è da aggiungere un'altra P: quella di Purple Cow, la Mucca Viola. Che non è una funzione di marketing cui ricorrere a prodotto finito. La Mucca Viola spicca tra le tante marroni, è qualcosa di fenomenale, inatteso, che è dentro il prodotto. L'autore vi spiega come mettere una Mucca Viola in tutto ciò che fate e in tutto ciò che create, per sfornare prodotti che siano "degni di marketing".