Come controllare e cambiare i pensieri

Settimana scorsa abbiamo parlato della nostra migliore compagna di viaggio, la morte (leggi il post: la tua vita ti soddisfa?). Abbiamo detto che possiamo averne paura oppure possiamo servircene per andare avanti e raggiungere i nostri obiettivi senza timore. Solamente chi crede di vivere per sempre può permettersi dubbi, paure, crucci, sensi di colpa ecc… insomma, può permettersi di sprecare tempo prezioso. Ma siamo onesti con noi stessi! La morte è sempre lì, puoi permetterti di buttare via altro tempo? No, credo di no. E perdonami il gioco di parole, ma quando sai quello che deve essere fatto c’è una sola cosa che devi fare: quello che deve essere fatto!

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Se non agisci e trovi scuse ti stai dimenticando della tua dipartita. E come spesso abbiamo ripetuto: se una cosa la vuoi, un modo lo trovi, se una cosa non la vuoi, una scusa la trovi. O se preferisci: non dire non posso perché non può solo chi non vuole.

Ok, dopo tutti questi giri di parole andiamo al sodo: o vivi come vuoi tu o ti adatti e vivi come vogliono gli altri. E per vivere come dici tu dovrai prenderti la piena responsabilità di te stesso, cosa che il mondo in cui vivi cerca disperatamente di non farti fare. Perché? Perché quando hai la piena responsabilità di te stesso non sei più manipolabile, non credi più a tutte le baggianate che passano i media e non ritieni più valide le finte scale di misura che la società usa per dare valore a cose e persone. Ma soprattutto, se ti prendi la piena responsabilità di te stesso, ti prendi anche la responsabilità delle tue emozioni. E chi controlla le emozioni ha vinto la battaglia più dura, quella su se stesso.

Impossibile!?! Chi può controllare le emozioni! Le emozioni si sentono e basta… ALT! Questo è quello che si dice in giro, ma tu ritieni sia così?

negativemotiionDi emozioni ne abbiamo già parlato in precedenza (leggi il post: siamo dipendenti dalle emozioni). Le emozioni non sono altro che reazioni che tu scegli di avere e quindi non sei costretto a provare emozioni che non ti fanno stare bene. Una persona intelligente non è quella con lauree, con tanti soldi, che sa ben parlare, scrivere o fare altro. La vera intelligenza è l’intelligenza emotiva. Chi controlla l’emotività ha attinto alla sua più alta forma di intelligenza.


Brano tratto dal percorso Allena-Mente POWER:

allena mente cover“Erano gli anni ’80 quando Howard Gardner, psicologo statunitense, offrì al mondo la sua teoria del QE, ossia, il quoziente emozionale. Se fino ad allora l’intelligenza di un essere umano veniva calcolata in base al classico QI, la teoria del professore fece affacciare gli studiosi, e non solo, su nuovi paradigmi della psicologia e delle neuroscienze, quel settore di studi che cerca di spiegare l’interazione sistema nervoso-ambiente. Per molti versi il sistema nervoso e il cervello umano nascondono ancora molto e si suppone che non esista traguardo nel loro studio. Tuttavia negli ultimi trent’anni sono stati fatti passi da gigante.

Il QE misura la capacità di collegamento tra le varie informazioni che si posseggono, la capacità di prendere decisioni, di scegliere e di reagire agli eventi. Ecco perché il QE, rispetto al QI, impatta sulla realizzazione personale in maniera molto più significativa.

In senso lato l´intelligenza è la capacità di ogni organismo di adattarsi e sopravvivere al proprio ambiente. Dal punto di vista biologico, virus e batteri si sono dimostrati di gran lunga più intelligenti di altri esseri viventi. Anche la specie umana si è dimostrata molto capace di sopravvivere nel proprio ambiente. A differenza delle altre specie viventi però, l’Uomo oltre a modificare l´ambiente naturale, modifica anche quello culturale. Nessun altro organismo vivente ha questa caratteristica. Per questo non sono sufficienti le sole capacità intellettive per interagire al meglio in un ambiente culturale, egli ha bisogno di vivere al meglio le proprie emozioni. Il QE ha sostituito i vecchi criteri per misurare l’intelligenza (QI). La valutazione della vera intelligenza si basa oggi sui sentimenti; è l’intelligenza che parte dal cuore che sostiene la mente. Questa, da sola, non saprebbe varcare i limiti del proprio pragmatismo.”


NON ESISTE INTELLIGENZA SENZA EMOZIONE

Al momento che vedrai l’emozione come una scelta e non più come un condizionamento dovuto a fattori esterni, allora potrai ritenerti libero. Ti ripeto: le emozioni non sono né giuste né sbagliate, semmai possono essere utili o no, ma soprattutto, le emozioni sono scelte.

Riassumendo:

→ tu controlli i tuoi pensieri

→ i tuoi stati d’animo discendono dai tuoi pensieri

→ tu puoi quindi controllare i tuoi stati d’animo

Se un determinato pensiero non ti fa stare bene sei libero di opprimerlo, o meglio, hai la possibilità di opprimerlo e quindi evitare una brutta emozione. Sei sempre tu che scegli quali pensieri mantenere vivi e quali no, e quindi sei sempre tu che scegli se adirarti, gioire, amare, invidiare, ecc…

Una volta qualcuno ha avuto da ridire quando gli ho detto Tu sei l’unico che ha il controllo sui pensieri che fai. Mi disse che io non capivo, non comprendevo la situazione, la facevo troppo facile, ecc… gli chiesi allora se non sei tu a controllare i tuoi pensieri, chi è tuo marito, il terremoto, il tuo cane, la tua auto incidentata, la tua vicina, tuo padre? CHI? Non ho avuto risposta. Pochi giorni dopo la stessa persona mi disse ho capito che non erano le persone o gli eventi attorno a me a rovinare i miei stati d’animo, erano i pensieri che io generavo a  riguardo.

 Sei tu che ti rendi infelice col coltivare certi pensieri intorno a determinate persone o cose. Una sana libertà personale comporta l’apprendimento di un diverso modo di pensare. Cambiati i pensieri, nuovi stati d’animo cominceranno a emergere, e si sarà mosso il primo passo sulla via che porta alla libertà personale – Wayne Dyer

Quindi non sono le persone o le situazioni che ci rovinano la salute, sono i pensieri che usiamo per descriverle. E noi siamo gli unici artefici di quello che facciamo con la testa. Possiamo scegliere di conservare un determinato pensiero, di cambiarlo, di eliminarlo, di esprimerlo. Qualsiasi cosa scegliamo di fare scatenerà una reazione emotiva.

Sicuramente qualcuno si chiederà:

ma come faccio a non essere triste per i danni di un terremoto?

ma come faccio a non arrabbiarmi per questa situazione politica?

ma come faccio a non prendermela con quello che mi ha graffiato la fiancata della macchina?

…e si potrebbe continuare all’infinito.

Il sopracitato Wayne Dyer ti direbbe che in ognuna di queste frasi è evidente che la causa dei tuoi stati d’animo sia esterna. E ti direbbe di riformularle seguendo questo criterio:

Io scelgo di essere triste per il terremoto

Io scelgo di arrabbiarmi osservando i politici

Io scelgo di andare su tutte le furie per quel graffio sulla macchina nuova

ecc …

Sicuramente in questo modo la causa si è spostata dall’esterno all’interno, ridando quindi la responsabilità ai pensieri che noi scegliamo di avere riguardo una determinata cosa. Ottimo direi! Ma quello che secondo me riesce meglio a farci distinguere i pensieri idonei per degli idonei stati d’animo è questa domanda:

 questo pensiero, quindi questa emozione, mi è utile?

Il video è un po’ lungo (8:48) ma ti assicuro che ne vale la pena. Andrà oltre a tutto quello che abbiamo già detto ma non importa. È molto efficace nel suo insieme, buona visione! 

Pensa se scegliessimo di far entrare nella nostra mente e nel nostro cuore solo ciò che è utile, come cambierebbe la nostra vita! Questa è una scelta consapevole, questa è una scelta vincente.

Cesare Pavese, nella sua opera Il mestiere di vivere, dice testuali parole: Ma la grande, la tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente. Il mio punto di vista è leggermente diverso: soffrire è utile ed è come scottarsi con il fuoco. Quando ti sei scottato una volta e hai compreso che il fuoco brucia, scottarsi nuovamente non è più utile.

Anche io cado molte volte nella mia impulsività reagendo a ciò che mi accade con reazioni non in linea con quanto detto sopra. Credo sia normale per tutti disperarsi per la morte di una persona cara, arrabbiarsi per delle ingiustizie, ecc… siamo esseri umani in fin dei conti e non in tutte le occasioni riusciamo a tenere sotto controllo i nostri pensieri. Ma un conto è sapere quello che avviene, e un conto è non saperlo. Proprio per questo ritengo fondamentale comprendere come funzioniamo. E ti lascio con una grande verità: con un allenamento costante avremo prestazioni sempre migliori! Anche in questo caso è solo questione di allenamento! Allenati a fare solo pensieri utili!

Vuoi sapere dove provo più difficoltà a controllare il mio pensiero, di conseguenza tutto il resto? Non ridere però! Quando interagisco con mio padre tutto quello che ti ho detto sopra svanisce nel nulla. La mia impulsività mi porta ad avere pensieri, quindi parole ed emozioni totalmente inutili. E quando me ne accorgo è troppo tardi, ormai la discussione (inutile) è partita. Ma so che la responsabilità della mia emotività non è attribuibile a mio padre ma è solo mia e comprendo che nella mia parte inconscia c’è ancora qualche nodo da sciogliere. Prendere atto di questo per me è un grande passo avanti verso la risoluzione di questo conflitto che ripeto, non appartiene a nessun altro se non a me.

Ps: ti voglio bene papà 🙂

Ci leggiamo tra qualche giorno,
cristiano mocciola blog

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Pubblicato su crescita personale, mente & corpo
8 comments on “Come controllare e cambiare i pensieri
  1. Barbara ha detto:

    Complimenti per l’articolo! Utilissimo! Anche io a volte ho difficoltà a controllare le mie emozioni, soprattutto a volte mi capita di farmi paranoie senza fondamenta. Non so perché mi nascano, sono paure infondate. Ad esempio, se il ragazzo che mi piace mi risponde in maniera sbrigativa ad un sms, per esempio solo con un “si” o un “no”, incomincio a pensare che sia arrabbiato con me. Da lì partono tutta una serie di menate che non esistono se non nella mia testa! E faccio una fatica terribile a cambiare i miei pensieri! Io attribuisco tutto ciò al fatto che io voglio bene a questo ragazzo, se non me ne importasse non mi farei delle paranoie, però non mi piace vivere così!!!

    • Essere Felici ha detto:

      Ciao Barbara e grazie per il tuo commento 🙂 Hai già risolto il problema se ci pensi perché sei riuscita a capire cosa avviene nella tua testa di fronte a questa determinata situazione. Se rimani nel ruolo di osservatrice vedrai i tuoi pensieri nascere e svanire. Se ti limiti a osservarli non faranno nascere in te stati d’animo non desiderati. Osservali per quello che sono: frutto della tua mente che ha elaborato la realtà secondo i filtri in suo possesso. La consapevolezza di questo ti da già la soluzione. Chiediti: come vorrei affrontare questa situazione? Come vorrei sentirmi? La risposta arriverà 🙂

  2. Barbara ha detto:

    Giusto! Ma in queste circostanze tutti mi dicono che sono cieca di fronte alla realtà, ossia viene spontaneo arrabbiarsi se uno non ti risponde agli sms, viene spontaneo trarre conclusioni del tipo “non gliene frega nulla di me” se ti risponde in maniera affrettata, ecc. ecc..
    Io passo per quella “illusa” che vive nel mondo dei sogni…….sapete che sono stata paragonata ad Amelie, quella del “fantastico mondo di Amelie”?? Io l’ho preso per un complimento, anche se forse non voleva esserlo………

    • Essere Felici ha detto:

      Puoi semplificare la situazione invece di complicarla. Ricordati dello specchio e della persona più importante per te 😉 Come detto prima: allenati e sarà sempre meglio! Non puoi costringere nessuno a trattarti come desideri ma TU puoi essere sempre migliore del giorno prima solamente per il fatto di aver lavorato su te stessa 🙂

  3. Gabriella ha detto:

    Questo articolo sembra scritto proprio per me! Purtroppo non riesco a controllare i miei pensieri e la mia vita è governata dalle emozioni,che purtroppo mi impediscono di vedere le cose per come sono!
    Grazie davvero molto interessante

    • Essere Felici ha detto:

      Ciao Gabriella, grazie a te per il tuo commento 🙂 La situazione in cui ti trovi non è detto che debba durare. Come detto nel post, puoi allenarti e più ti alleni più migliori. Pensa già ora a una situazione in cui non riesci ad avere il controllo e immagina già ora la reazione che vorresti avere. Vedrai, funziona! Goditi la nuova esperienza e la nuova emozione già ora, ti allenerai a mantenerla viva e quando si ripresenterà la situazione che ti turba riuscirai ad affrontarla in maniera diversa 🙂

  4. Barbara ha detto:

    Ricollegandomi al discorso fatto da Cristiano sul rapporto con suo padre mi viene da dire che anche io ho avuto parecchi problemi in passato con il mio. Purtroppo mio padre non c’è più e mi dispiace tantissimo non aver potuto rimediare quando ne avevo la possibilità. Ripensandoci ora mi sembra tutta un’assurdità tenersi il muso o litigare come facevamo per delle cavolate. Se ne avessi ora la possibilità ovviamente affronterei il tutto con spirito diverso, ma ormai è troppo tardi?! E come faccio per rimediare?! Lui potrebbe essersene andato senza aver capito il bene che gli volevo.
    Sapete la coincidenza? Stanotte l’ho sognato, non mi capitava più da diverso tempo, e guarda caso domani è il suo compleanno. Ma io non mi ricordavo che lo fosse, nel senso che non mi ricordavo che data fosse domani, eppure sarà stata una coincidenza averlo sognato proprio stanotte??!!

    • Essere Felici ha detto:

      Ciao Barbara 🙂 le incomprensioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e guarda caso, con le persone più care, avvengono maggiormente. Siamo sicuri che tuo padre comprendeva e comprende tutt’ora il tuo bene. Gli scontri con i genitori sono frequenti perché in un senso loro sono i nostri primi modelli da cui impariamo a vivere. Ma vivendo apprendiamo altre modalità di vivere e pensare, creiamo una nostra personalità che ovviamente entra in conflitto con se stessa (e con le sue origini) perché ha bisogno di fare chiarezza.
      Come dici tu tenere il muso è poco utile. Utile è il chiarimento comprendendo che la ragione non è mai tutta da una parte. Ognuno di noi fa il meglio che può e lo scontro serve per migliorarci. Se tu fai chiarezza con te stessa è come se la stessi facendo con tuo padre perché a tutti gli effetti lui non è più solo sul piano fisico. Si trova a un livello superiore di consapevolezza e ti ascolta come prima gli era impossibile fare. La nostra energia non svanisce, cambia solo dimora e forma 😊

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