Come trovare la felicità, quella vera (prima parte)

Stiamo tutti cercando la stessa cosa, siamo tutti alla ricerca della felicità, non c’è dubbio. Ma come si fa a diventare felici? C’è chi trova la propria felicità in un rapporto di coppia, chi la trova in un lavoro, chi in una nuova macchina. Ma a prescindere da quello che stiamo cercando di raggiungere ora, l’unico motivo per cui ci sforziamo di farlo è di poter provare quel senso di appagamento e contentezza che l’oggetto/persona/esperienza potranno darci una volta raggiunto. E poi? E poi si ricomincia!?!

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Nuovo obbiettivo, nuova insoddisfazione dello stato attuale delle cose. Nevvero? A proposito, ascolta un po’ cosa ne pensa Terzani a riguardo…

Ho sempre pensato che non poteva essere male desiderare qualcosa di più, e alla fine sono arrivato alla mia conclusione: quel di più per cui dobbiamo vivere non è qualcosa di materiale ma qualcosa di intangibile. Se vuoi avere di più, devi essere di più. Per quanto tu possa migliorare la situazione materiale intorno a te, se non hai migliorato quello che sei non ti porterà alcun beneficio, alcuna felicità. Ed  è molto probabile che tutto ciò che riuscirai ad ottenere sarà direttamente proporzionale a tutto ciò che sei riuscito ad essere.

L’uomo che tu diventerai
non sarà mai più grande dell’amore che dai
(Ermal Meta, Vietato Morire)

Accontentarsi è un’ottima forma di resa. Ma questo non vuol dire che dobbiamo accontentarci di chi siamo. Non possiamo perdere di vista la persona che potremmo diventare. Lascia perdere le cose, le case, le auto, il denaro. Tu non sei quelle cose. Non ti identificano. Se parlo con te non saranno gli oggetti che hai accumulato a raccontarmi la tua storia, sarà piuttosto l’energia che mi trasmetti nel raccontarmi le avventure che hai affrontato per conquistarle. Esistono quindi trofei, destinati a rimanere qui nel mondo del materiale, ed esistono onorificenze che ti porterai dietro per il resto dell’eternità. Esiste il coraggio di un sogno, esiste la vita che immagina e crea, esistiamo noi, gocce di un oceano in eterno divenire. Un oceano che non accumula beni ma consapevolezza.

Quello che è abbastanza per qualcuno non lo è per qualcun altro. Ognuno di noi rincorre sogni differenti ma ognuno di questi sogni porta a un’unica emozione: la felicità.

LA VITA È POSSIBILITÀ

felicità possibilitàI fallimenti non sono mai definitivi, sono lezioni che ci aiutano a crescere. Sbagliando impariamo, facendo crescere così quella consapevolezza che definiamo come noi stessi. Se non falliamo non impariamo.

E questi errori che inevitabilmente faremo può darsi che ci facciano perdere la nostra serenità e ci allontanino dalla felicità. E qui sta il punto: la felicità non è la meta ma è il viaggio. Lo so, lo so, lo hai sentito dire chissà quante volte. La felicità non deriva dal fatto di fare bene qualcosa, di raggiungere immediatamente gli obiettivi. Piuttosto viene dalla possibilità che abbiamo di imparare a fare meglio, dalla possibilità che abbiamo di migliorare noi stessi.

Tu sei l’unico responsabile della felicità che riesci a vivere. Tu sei l’unico che può scegliere quali pensieri mantenere in vita e quali ignorare. Tutto nasce dal pensiero e tutto può essere cambiato dal pensiero (Buddha). La felicità inizia qui. Puoi essere felice ora, in questo istante, nonostante le cose non vanno come pensi che dovrebbero andare.

PIACERE PRESENTE, DOLORE FUTURO

Capita di pensare al futuro come a un’estensione identica del nostro presente, quindi stessi pensieri, stesse emozioni, stesso stato delle cose. Ma, come detto poco fa, tutto cambia e sarà molto difficile, se non impossibile, che tu sia la stessa persona di adesso tra cinque anni e che ti ritroverai nella stessa situazione logico/emotiva. Ti faccio un esempio che sicuramente ti renderà chiaro questo concetto: se vai a fare la spesa a stomaco vuoto sarà probabile che tu compra più del dovuto. Uhm, non l’ho capita questa… ora mi spiego.

Se andiamo a fare la spesa con un senso di fame (e ancora non abbiamo sviluppato un ottimo controllo su noi stessi) correremo il rischio di comprare tutto ciò che in quell’istante vorremmo mangiare, quindi compreremo più del necessario per soddisfare la sensazione di fame che stiamo provando nel presente, convinti che questa si protragga identica anche nel futuro. Stiamo comprando cibo dilatando le sensazioni del momento nell’immediato futuro. La verità è che quando andremo a casa riusciremo a mangiare solo una parte di quello che abbiamo comprato… a meno che non abbiamo il gargarozzo sfondato, ma questo è un altro discorso. Insomma, ciò che potrebbe renderci felici nel presente potrebbe non renderci felici nel futuro.

LA FELICITÀ È FLESSIBILITÀ

felicità flessibilitàLa felicità è l’arte di adattarsi ai cambiamenti. Quando ci troviamo davanti a delle situazioni che è impossibile cambiare, ad esempio quando muore qualcuno o quando si diventa invalidi irrimediabilmente, impariamo a sopportare la circostanza e automaticamente iniziamo a cercare nuove vie per la nostra felicità. Accettiamo la realtà per quello che è, quindi ce ne distacchiamo diventando consapevoli che, anche se la realtà è in parte immutabile, noi non lo siamo per il semplice fatto che siamo vivi e che abbiamo ancora la possibilità di scegliere quale atteggiamento adottare e quali pensieri indossare.

Gli esseri umani sono morbidi e flessibili
quando nascono, duri e rigidi quando muoiono.
Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili
quando sono in vita, secchi e rigidi quando sono morti.

Perciò il duro e il rigido sono compagni della morte,
il morbido e il flessibile sono compagni della vita.
Un combattente che non sa arretrare non può vincere,
un albero incapace di piegarsi si spezza.
La rigidità e la forza sono inferiori,
la flessibilità e la morbidezza superiori.

(Lao Tzu)

Una caratteristica che accomuna le persone felici è la capacità di recupero. Queste persone trovano la forza di ripartire nelle convinzioni che adottano. Ricordi le parole di Richard Bandler, padre fondatore della PNL? O le tue convinzioni limitano il tuo mondo, oppure lo ampliano!

Le convinzioni che adotti danno direzione alla tua vita e, sempre rimanendo in tema autori di PNL, Tony Robbins ci correggerebbe così: non possiamo cambiare il vento ma possiamo orientare le vele. Anche le situazioni peggiori possono rappresentare un’occasione per imparare e per raggiungere nuovamente la felicità.

Qui sotto ti inserisco alcune affermazioni da ripetere a te stesso per riuscire meglio a orientare le tue vele, e se noti che fai fatica ad accettarne qualcuna insisti. Non esiste una verità assoluta delle cose,  esiste solo la tua verità, quella che si basa su ciò che credi vero. Scegli quindi la più utile. Queste affermazioni ti aiuteranno a consolidare delle convinzioni potenzianti e ti condurranno inevitabilmente al tuo stato d’essere migliore.

  1. Sono felice perché creo una realtà felice
  2. Sono capace di trovare il buono in ogni situazione e in ogni persona
  3. Sono grato per tutte le opportunità che la vita mi offre, le accolgo con gioia, le affronto con coraggio ed energia
  4. Il benessere in ogni ambito della mia vita è in continuo aumento
  5. Quando metto a tacere la mente ascolto la verità che l’inconscio mi offre. Tutto andrà nel migliore dei modi perché la saggezza e la conoscenza di cui ho bisogno sono già dentro me
  6. Ho fiducia in me stesso e nella Vita che fluisce dentro me
  7. Apprezzo la realtà perché è mi porta sempre nuove lezioni da imparare
  8. Sono grato per tutto quello che posso imparare
  9. Sono responsabile della mia felicità. Scelgo in ogni istante come osservare la vita
  10. Tutto ciò che immagino è l’inizio di una possibile realtà. Se mi impegno la raggiungo.

A queste affermazioni potresti aggiungerne senza dubbio delle altre, ma sicuramente queste sono già un buon inizio. Adottare un certo tipo di visione ti allontana inevitabilmente da tutto ciò che non le è consono. Se da Milano stai andando a Zurigo, sarà impossibile per te andare anche a Roma, giusto? O vai su o vai giù. Se scegli di andare verso la tua felicità sarà inevitabile quindi allontanarsi da sentimenti di rabbia o rancore. Sarà più facile invece iniziare a comprendere cos’è il perdono e i suoi effetti benefici, non trovi? Il perdono non è un atto altruistico, piuttosto è egoistico. Perdoni per riportare pace dentro te, non fuori. Se per esempio la persona che devi perdonare fosse morta, cosa se ne farebbe lei del tuo perdono? Perdonare è un atto di auto terapia!

Ti aspetto tra queste pagine per continuare questo discorso con la seconda e ultima parte dell’articolo.

Buona felicità
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Pubblicato su crescita personale, essere felici
4 comments on “Come trovare la felicità, quella vera (prima parte)
  1. yourborderline ha detto:

    parole sante…bravo la penso come te…

  2. Elena Ferro ha detto:

    Il primo punto per me è “Sono felice perché sono quel che sono”. La felicità è questione di attimi, la gioia è radicata nel cuore. Buona giornata

Fammi sapere qui se ti è piaciuto, Grazie

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