Zona di comfort e zona di sicurezza: come non avere paura di fare il primo passo

Ciò che impariamo a fare lo impariamo facendolo e non facendoci immobilizzare dalla paura, vero? La paura è un pensiero e come tale può essere sostituito con un altro. Ma se Madre Natura ci ha fornito dell’elemento paura un motivo ci sarà, no? La paura ci salvaguardia ma è il coraggio che dà senso alla paura. Senza paura non esiste coraggio, non trovi?

SCARICA/STAMPA L’ARTICOLO IN FORMATO PDF

Ma qual è l’utilità della paura? Credo che per essere utile una paura ha bisogno solo di una cosa: di essere superata!

Ma facciamo un salto nel passato. Di certo ti sarà capitato di andare al luna park da piccolino. Magari in comitiva insieme ad altri cuccioli della tua età, o magari in famiglia.

paura di buttarsiEd eccola lì, la giostra che spaventava tutti, grandi e piccini. La terrificante giostra dove tutti volevano salire?!? Ma come? Incute così tanta paura e allo stesso tempo attrae così tante persone?!? Già! E per tutto il tempo che si è in coda ad aspettare il proprio turno, il corpo inizia a produrre adrenalina. La fifa aumenta… ma bisogna salirci! A tutti i costi!

E dopo aver fatto il primo giro con il cuore in gola, viaaa! Di nuovo in coda per un altro giro. Mah, dov’è finita la paura?!?

Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.
(Pablo Picasso)

Una cosa è successa tra il prima e il dopo. Una cosa eccezionale. La propria zona di sicurezza è stata ricalibrata ed è stata fatta coincidere con la propria zona di comfort.

Tutti sappiamo, prima di salire sulla terribile giostra, che nulla di male ci potrà mai accadere. È molto più pericoloso fare un giro in bicicletta per strada che un giro di giostra. Eppure ci spaventa, prima di salirci, e durante tutti i primi giri, siamo terrorizzati. In ogni frangente la nostra componente razionale viene estromessa e tutti gli stimoli giungono direttamente all’amigdala, la parte preistorica del nostro cervello, quella preposta a farci evitare ogni sorta di pericolo. A lungo andare poi, dopo aver creato in noi la nuova abitudine giostra, perdiamo completamente interesse per quell’attrazione e tutto risulta normale…

COS’È LA ZONA DI SICUREZZA?
COS’È LA ZONA DI COMFORT?

Zona di sicurezza e zona di comfort non sono la stessa cosa. Esempio: ora hai capito di poter salire senza più timore sulla terrificante giostra, quindi hai fatto combaciare zona di comfort e zona di sicurezza. Ma se dovesse iniziarti a scappare la cacca (scusa l’esempio ma le cose semplici son quelle che si capiscono meglio), di sicuro rimanderesti il tuo prossimo giro fino a dopo l’evacuazione 🙂

In questo caso la tua zona di comfort è rimasta come prima, la giostra ormai non ti incute più nessun timore, ma la tua zona di sicurezza si è spostata nuovamente, ti ha messo in allerta, e ti ha suggerito di rimandare.

Questa cosa avviene di continuo nella nostra quotidianità… e non mi sto riferendo alla pòpò 🙂

Siamo convinti che la nostra zona di comfort combaci con la nostra zona di sicurezza ma non è così. Le certezze non esistono, di sicuro non c’è niente se non la morte, nè il tuo posto di lavoro, nè la tua casa, nè le tue relazioni, niente di niente. Tutto può cambiare da un momento all’altro e non possiamo permettere a noi stessi di sederci sugli allori. La zona di comfort non è mai sicura!

L’unica tua sicurezza deve risiedere nelle tue capacità, nella tua visione, nei tuoi sogni e nell’impegno che dedichi per realizzarli. Scegliendo te stesso realizzi te stesso e rientri nell’unica zona sicura a tua disposizione, una zona che ha bisogno però di continue cure e accorgimenti.

“Un uccello posato su un ramo non ha mai paura che il ramo si rompa, perché la sua fiducia non è nel ramo, ma nelle sua ali.
(Anonimo)

Quindi, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo abbandonare l’idea di vivere dentro la nostra zona di comfort e dobbiamo iniziare a cercare di rimanere costantemente dentro la nostra zona di sicurezza, una zona che è in continuo cambiamento perché ogni momento portà con sè esigenze differenti. La tua zona di sicurezza cresce proporzionalmente alla fiducia che hai di te stesso.

Dobbiamo permetterci di essere insoddisfatti. Insoddisfatti non di quello che abbiamo, ma di quello che siamo, di quello che sappiamo. L’insoddisfazione interiore ci permette di migliorarci continuamente, ci permette di spostare continuamente la nostra zona di sicurezza per imparare, crescere e accumulare nuova esperienza. Nell’istante che ci accontentiamo di ciò che siamo interrompiamo il nostro cammino di crescita personale. E se è vero che chi si accontenta gode (per ciò che ha), è anche vero che chi non si accontenta (per ciò che è) gode innumerevoli volte, gode ogni volta che supera se stesso.

Quando ti prendi cura di te, dei tuoi progetti, quando ti ascolti e ti esaudisci per manifestare la luce che hai dentro, ti trovi dentro la tua zona di sicurezza che con molta probabilità non coinciderà con la tua zona di comfort perché inseguire un sogno, ascoltarsi ed esaudirsi, ti porta ovviamente a sperimentare e ad affrontare l’ignoto.

Tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento
gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.
(Mark Twain)

2 STRATEGIE PER ALLENARE LA PROPRIA ZONA DI SICUREZZA

Nell’istante che torni a vivere dentro la tua zona di sicurezza ti accorgerai di una cosa: la zona di comfort in cui ti trovavi, per quanto comoda possa essere stata, non ti permetteva di andare oltre nessun limite, non ti permetteva di abbracciare il nuovo e di accumulare esperienze. Chi lascia la via vecchia per la nuova CRESCE!

Di sicuro mi ripeto ma ritengo che solamente spronandoci a fare cose sempre nuove possiamo imparare e crescere. Ecco quindi 2 cose estremamente importanti che puoi fare sin da subito per riallenare la tua zona di sicurezza… e non solo:

1 – Parla con gli sconosciuti. È molto facile incontrare persone che non conosciamo, al bar, sui mezzi pubblici, al supermercato. Ovunque ci sono persone alle quali non abbiamo mai rivolto una parola. Ecco, attacca bottone! Non ti sto dicendo che devi fermare le persone per strada, ma di certo puoi recarti in un bar dove non sei mai entrato, parlare col barista, o col tuo nuovo vicino o con l’uomo che fa le pulizie nel tuo condomino… Esistono circa 7 miliardi di persone che non conosci su questo pianeta, ti rendi conto che tesoro che hai a portata di mano?!? Che cosa dire non importa. Inizia con un sorriso, un saluto, e vedrai che la tua empatia ti suggerirà le parole e l’argomento giusto.

2 – Fai una cosa che non hai mai fatto o falla in modo diverso. A molti capita di ritrovarsi a fare sempre le stesse cose, sia sul lavoro, sia a casa, sia nel tempo libero. Questa routine è la zona di comfort dalla quale dobbiamo scappare. Qualsiasi lavoro può essere svolto in maniera differente, si possono trovare e sperimentare alternative, migliorare i processi che già esistono, organizzare ciò che ancora non è stato organizzato. Non esiste niente che non possa essere rivisto e migliorato. E la stessa cosa vale anche per le dinamiche che avvengono in casa o nel tempo libero. Concediti nuove esperienze, concediti di ripetere esperienze vecchie in modo diverso, e sentirai nuovamente la Vita scorrerti nelle vene. Leggi un libro di un genere che non hai mai letto, fai un viaggio da solo dove non sei mai stato prima, prova a cucinare un piatto di un’altra cultura nella tua cucina, pratica un hobby per il quale non hai mai provato interesse giusto per capire realmente perché non ti interessa… l’elenco è interminabile, si. Esistono pressocchè infinite cose che non conosciamo e che non abbiamo mai fatto ed è poco ma sicuro che nella maggior parte di esse troveremo qualcosa di utile per la nostra crescita personale.

abbracciare ignotoUno sperimentatore è colui che allarga a macchia d’olio la propria zona di sicurezza. Lui stesso è il nucleo di questa zona e più immagazzina esperienze, più la paura di buttarsi nel fare qualcosa di nuovo sparisce. La paura di fare il primo passo spaventa tutti, è normale. Ma con il tempo questa paura verrà sostituita dall’insaziabile voglia di scoprire cose nuove. È solo questione di allenare una nuova abitudine, quella del gioioso esploratore, e abbandonare la vecchia, quella del pantofolaio 🙂

Una mano efficace per avvicinarti a queste due strategie è la gentilezza. Con la gentilezza si conquista il mondo! Ma non dimenticarti di essere gentile prima di tutto nei tuoi riguardi. Quando ti approcci a qualcosa di nuovo fallo con amore, come se ti stessi prendendo cura di un bambino, del tuo bambino interiore. Rassicuralo e digli che quello che stai facendo lo stai facendo esclusivamente per il suo bene.

Possiamo scegliere se lasciarci andare abbandonando le nostre paure, o possiamo scegliere di rimanere aggrappatti allo scoglio dei nostri limiti. Lo hai capito, vero? L’unico e vero ostacolo da superare è quello che vediamo tutte le mattine allo specchio. Noi creiamo i nostri limiti, noi siamo il limite. E una cosa è certa, se voi scoprire nuove terre dovrai perdere di vista la riva (cit.Colombo). Abbandona chi sei oggi, abbraccia chi sarai domani.

Buona Vita,

cristiano mocciola blog

Rimani aggiornato con il blog!

Tagged with: , , , , ,
Pubblicato su crescita personale, successo
10 comments on “Zona di comfort e zona di sicurezza: come non avere paura di fare il primo passo
  1. Anna Maria ha detto:

    Grazie! E’ proprio così. Ogni volta che ho deciso di guardarmi intorno per scoprire cose nuove, mi sono sentita di nuovo viva, e il torpore ha lasciato il posto all’entusiasmo.
    A volte e’ andata bene, altre no. Com’è complicato, vivere! A volte troppo pesante!
    Buona giornata 😊!

  2. Pentagramma ha detto:

    Spesso mi capita di seguire la routine e per me non sarà facile uscire dalla zona di confort. Proverò a seguire le strategie e questi preziosi consigli. Grazie e buona giornata!

  3. Heka ha detto:

    Si…hai ragione Cri, bisogna superare i nostri limiti, superare…noi stessi(che ci limitiamo davvero in tutto, sogni, speranze, desideri,Vita), troppo a lungo messi da parte,dal mondo,troppe volte ignorati da noi stessi.Osare…, cercare…,cercarsi,e soprattutto amare,vivere.Ogni volta che il mare si infrange sulla spiaggia…,non muore,non lo fa per davvero,si spinge sempre un po’ più in là,un po’ più in fondo, per poi andare via…lasciando al mondo un po’ di sé… per sempre.Così…anche noi…superandoci…,saremo liberi.

  4. Patricia ha detto:

    Ciao Cristiano! Sì che mi è piaciuto, tanto. Il fatto è che hai ragione al 100% ma…..tra il dire e il fare….insomma non è facile uscire da quello che ci sembra garantire una certa sicurezza…abbiamo sempre paura delle situazioni nuove… Questi tuoi articoli aiutano a superare le paure e in primis la paura di essere se stessi. Grazie Cristiano!

  5. Dolores sbarberi ha detto:

    Grazie Cristiano di questo articolo molto interessante. ..e proverò anch’io a seguire i tuoi preziosi consigli ne ho bisogno buona giornata

Fammi sapere qui se ti è piaciuto, Grazie

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Mi presento…
Essere Felici Blog - Cristiano Mocciola

Ciao, sono Cristiano e voglio darti il benvenuto su Essere Felici Blog [MENTE|CORPO|SPIRITO]

essere felici youtube
Gratis per te
ebook crescita personale spirituale
⇓ RISORSE DEL BLOG ⇓
crescita spirituale mente
reprogramming cristiano mocciola
Pubblicità

Macrolibrarsi.it presenta Argital: Cosmetici naturali senza conservanti

Seguimi su Twitter
⇓ da leggere ⇓

Siamo come pesciolini. Ci agitiamo ansiosi nel mondo, divorati da ambizioni che una volta soddisfatte ci lasciano in balìa di una sete ancora più grande. Anthony De Mello - uno dei primi veri guru della mindfulness - torna con uno scritto sorprendente sul senso della vita, raccolto dagli allievi della sua scuola in occasione di uno degli ultimi seminari tenuti alla Fordham University. Il suo messaggio è un invito a riscoprire la "meditazione su di sé". Dobbiamo allenarci a scendere nel profondo della nostra anima per distinguere le "illusioni" dai "desideri": le illusioni sono superficiali, restano al livello della mente e, se le assecondiamo, ci annebbiano producendo attaccamento egoistico, bulimia e persistente scontentezza; i desideri profondi sono invece il nostro vero Sé, qualcosa che già possediamo, ma di cui abbiamo perso il contatto. Quando entriamo nella "dinamica del desiderio" a poco a poco sentiamo una sinfonia. È la musica della vita, del nostro posto nel mondo, della realizzazione piena del nostro destino. In alcuni attimi, la melodia ci fa toccare una consapevole felicità.