Imparare a vivere il presente: i 3 ingredienti

Chi non vive nel presente soffre. O meglio, la mente che non vive nel presente genera sofferenza per l’osservatore… e l’osservatore sei tu! Facci caso: per la mente non è un problema ricordare e rivivere eventi passati oppure generare inquietudine per ciò che ancora deve arrivare. Imparare a vivere il presente, ecco cosa si può e si deve fare!

articoli-essere-felici-blog-pdf

La mente è in grado di cavalcare spazio e tempo ma tu non puoi. E quando mi riferisco a te, all’osservatore che ora sta facendo esperienza di queste parole, non mi riferisco alla tua mente bensì all’energia che la usa per interfacciarsi con il mondo.

Tu non sei la mente, tu sei energia e il tuo unico tempo possibile è ora, è questo momento. Il momento presente, il qui&ora, è la tua casa. E per quanto la tua mente possa aprire finestre per farti scorgere visioni sul passato e sul futuro, da questo tempo tu non puoi andare via. Questo tempo è l’unica cosa che esiste, da sempre e per sempre. L’eternità è un presente ininterrotto.

Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.
(Paulo Coelho)

Ma vediamo cosa sta accadendo in questo minuto:

Sono successe tante cose in questo minuto, vero? Perdere il presente vuol dire perdere tutto ciò che conta. Essere presenti è fondamentale per assaporare la vita e coglierne le opportunità. Sì, perché il tempo è la nostra opportunità e il tempo presente è il nostro campo dei miracoli, il campo dove seminiamo le nostre azioni, dove impieghiamo energia che inevitabilmente tornerà a noi (il caso non esiste!).

persona muga individuo

Nel Buddismo Zen il termine “muga” viene usato per descrivere lo stato mentale di colui che riesce a immergersi totalmente nel presente. Questo stato d’essere è caratteristico di quelle esperienze nelle quali non vi è alcuna traccia di ostacolo. Quando un individuo raggiunge questo stato non esiste alcuna frattura, o meglio, tra la sua volontà e l’azione non esiste nient’altro che lui. L’individuo è allo stesso tempo volontà e azione, sta vivendo nel flusso…

Vivere in questo stato ci permette di vivere senza nessuno schermo isolante tra noi e la Vita che accade. È come se della corrente elettrica passasse direttamente dal polo positivo al polo negativo senza aver bisogno di fluire attraverso filtri, resistenze o microchip. In questo stato esiste l’immediatezza. E questo stato è l’unico in cui puoi realmente esistere senza aver bisogno di indossare maschere, di nutrire dubbi, alibi o scuse.

Il passato è un’illusione. Devi imparare a vivere nel presente ed accettarti per quello che sei ora. Quello che ti manca in flessibilità e in agilità devi acquisirlo con la conoscenza e la pratica costante. (Bruce Lee)

Ciò che ci allontana dallo stato muga è il pensiero, è l’io che interferisce, l’io che osserva e analizza (e che non è l’osservatore). E solamente quando questo verrà rimosso, quando avremo messo a tacere la mente, potremmo perdere quella cognizione che normalmente accompagna le nostre azioni e lasciarci fluire come fa un acrobata mentre salta da un trapezio all’altro. Anche il pensiero consapevole cessa e appare l’azione consapevole. Il circuito è libero e l’azione avverrà senza sforzo, sarà univoca e infallibile a realizzare il suo scopo. Essa sarà l’espressione fedele e completa dell’immagine che mentalmente ci eravamo prefigurati.

imparare a vivere momento presenteNello stato muga la consapevolezza che normalmente accompagna l’azione è assente. Questa cosa è ben visibile nei bambini che giocano. Nella loro innocenza e ingenuità si perdono nella vita che accade e con essa diventano un tutt’uno. Ma crescendo ci allontaniamo da questo stato genuino di cogliere il tempo presente e questo semplicemente perché l’ego inizia ad auto-costruire se stesso.

Nello stato muga l’ego è stato eliminato e l’individuo perde se stesso, cioè cessa di essere spettatore delle proprie azioni e si trasforma in esse. In poche parole: ci fondiamo con l’unica consapevolezza che esiste: l’Universo è mentale e Tutto è Uno.

Con il sorgere della coscienza la volontà è scissa in due: l’attore e l’osservatore.
Il conflitto è inevitabile perché l’io attore vuole sentirsi libero dalle limitazioni dell’io che osserva. Nello stato di “illuminazione” il discepolo scopre che l’io che osserva non esiste, che non esiste alcuna entità spirituale intesa come un che d’ignoto o di inconoscibile. Non resta nulla all’infuori della mèta e dell’atto che la realizza (Shunryu Suzuki)

IMPARARE A VIVERE IL PRESENTE: 3 INGREDIENTI IN 3 RIGHE

Prima di rivelarti i tre ingredienti segreti (ma che segreti non sono) voglio farti leggere una poesia. Si dice che la poesia è in grado di liberare, che è indispensabile, che è una scoperta, un dono, un respiro, un’aggiunta, un brivido, un mistero, una porta che si apre. Dove finisce l’uomo inizia il poeta! E io ci credo. Questa poesia fa al caso nostro, falla tua!

Non puoi studiare per essere ciò che sei.
Non devi capire niente per respirare.
Entrambe le idee, fare qualcosa e non fare niente,
sono impedimenti.
Gettali via! Non è difficile, è la tua natura.
Se non stai facendo niente e getti via l’idea
di non stare facendo niente, dove ti ritrovi?

“Voglio fare qualcosa” è una trappola. ”Non voglio fare niente” è un’altra trappola.
Si tratta soltanto della tua immaginazione.
Qualunque pratica stiate seguendo, continuate finché non è la pratica a lasciarvi.

Getta via il desiderio di altri mondi, dei paradisi. Gettalo via.
Getta via il creatore dei cieli e del samsara. Getta via anche lui.
Dopo di che, getta via la rinuncia. Rifiuta tutto, poi getta via il rifiuto.
Allora c’è libertà!

(Hariwansh W. Lal Poonja)

Esistono altre strategie Zen per tornare a vivere il presente ma mi è sembrato opportuno, prima di tutto, tornare alla semplicità. E cosa c’è di meglio se non una poesia per fare luce sulla nostra anima?!?

Ed ecco i tre ingredienti in tre righe che dobbiamo usare per tornare a vivere nello stato d’essere muga:

la vita è come la scuola e la presenza è fondamentale per essere promossi, ma ci vuole pazienza per disciplinare i pensieri inquieti e infine speranza per dare energia positiva alle nostre azioni e far fiorire così chi siamo.

(Lettura consigliata: Qui e ora.Come imparare a cogliere libertà, amore e gioia nel momento presente)

Buona Vita

cristiano mocciola blog

Rimani aggiornato con il blog!

 

6 commenti

  1. Grazie Cristiano. Il tempo che impiego a leggere i tuoi brani passa sempre veloce e mi è davvero molto utile. Presenza pazienza e speranza , voglio affidarmi a queste tre regole.

  2. Presenza, pazienza e speranza…per far fiorire chi siamo.È bellissimo Cri! Grazie che ci ricordi sempre…di tornare al qui&ora,di respirare,amare e soprattutto di sorridere alla Vita.

Fammi sapere qui se ti è piaciuto, Grazie

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.