La realtà è un’illusione (il suicidio della mente)

Un tramonto, un fiore, la polvere sul comodino, un’ape, un monte, la ghiaia ai bordi della strada, il volo di un gabbiano… tutto esiste perché qualcuno gli offre attenzione. Se non potessi vedere un gabbiano in volo potresti dire che esso esista veramente? Ciò che l’occhio vede e l’orecchio sente, la mente crede… e se è vero che l’universo è mentale (prima legge ermetica) vuol dire che prende forma e si modella in coerenza con quanto crediamo sia vero.

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Si, è vero, ci hanno fatto credere molte cose da quando siamo piccoli. Soprattutto cose che non si vedono. Del resto la storia, la religione, l’astronomia e qualsiasi altra dottrina o scienza, la apprendiamo attraverso i libri. E si presuppone che tutto ciò che è scritto corrisponda alla realtà. Ma è sempre così? Un libro è morto,è statico, e non potrà mai riflettere la realtà onestamente. Ecco perché è importante andare oltre l’insegnamento che riceviamo. Ecco perché bisogna uccidere il proprio maestro per trovare la verità…

il mondo è il riflessoIn molti casi è possibile assicurarsi  della veridicità di ciò che leggiamo, in molti altri no. Posso credere che le api eseguano un’impollinazione strategica per portare a termine il proprio compito, posso vederlo con i miei occhi. Ma posso credere che la terra sia realmente rotonda? Ci credo perché mi hanno  mostrato delle immagini a riguardo. Mi fido. Ma non ho constatato di persona tutto quello che mi viene raccontato sulle cose che sono fuori dalla mia portata. Qualcuno potrebbe avere interesse a farmi credere che la terra sia rotonda per esempio, e che essa giri intorno al  sole. E se non fosse così? Come potrei scoprirlo. E per non fare la fine di Galileo smetterei di parlare di Terra che gira…

Ma perché ti dico tutto questo? Perché poco importa cosa è vero e cosa non lo è. Importa solo quello che tu riesci a vedere, quello che tu riesci a vedere come vero (prima di tutto dentro di te). Si, insomma, conta tutto quello con cui riesci a entrare in sintonia, quindi tutto ciò che riesci a credere.

IL TRAMONTO NON È MERAVIGLIOSO  SE NON LO SEI ANCHE TU

Ti è mai capitato di rimanere affascinato da un bel panorama, da un tramonto, da un’alba? Tutti abbiamo provato il senso di contemplazione della bellezza. Ma hai mai fatto caso, o ti è mai successo, che quella stessa cosa che una volta ti ha generato sensazioni meravigliose adesso non ti susciti più niente?

Davanti a un tramonto in molti rimaniamo assorti, permettendo che lo spettacolo della natura si rifletta dentro di noi. Ma a molti rimane invece indifferente quello che sta capitando fuori… e questo perché in realtà fuori non sta accadendo nulla di sensazionale. Tutto quello che di strepitoso capita è dentro di noi, non fuori.

Il tramonto è sempre stato il tramonto e sempre sarà così. Perché ieri ci affascinava e oggi non ci affascina più? Perché abbiamo cambiato il nostro mondo interno. Il tramonto invece è sempre stato uguale. Cambiando il nostro mondo interno abbiamo cambiato il nostro modo di sentire il mondo esterno.

E non c’è citazione più azzeccata di questa: la bellezza è negli occhi di chi guarda, vero? O anche, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace… ma non siamo qua per fare la sagra degli aforismi  ovvi…

COS’È LA BELLEZZA?

La bellezza dipende dal nostro giudizio o è indipendente dalla nostra percezione? Un tramonto è bello perché è oggettivamente bello o siamo noi a renderlo tale?

Se sei una persona attenta alla tua persona, se ti curi, se ti prendi cura del tuo apparire, della tua casa, della tua auto… di certo sei una persona con una certa predisposizione alla bellezza. Ma questa bellezza che mostri all’esterno non è fine a sé. Essa non è altro che il riflesso del tuo mondo interiore. Fai una prova: quando vedi una persona trasandata, che si lascia andare, che si trascura… prova a entrarci in empatia, prova a scambiarci due chiacchiere. Scoprirai che quella persona vive quel  disordine prima di tutto dentro di sé… e credo che a questo punto poco gli importi del tramonto.

Ma esistono sempre le eccezioni, è ovvio. C’è chi si cura della propria bellezza ma poi non vede niente di bello attorno a sé e cade in depressione, e c’è chi invece non si cura del proprio aspetto e rimane talmente inebetito davanti a un’alba di montagna che trova poi l’illuminazione… Ad ogni modo, tutte le strade portano a te e ti permettono di fare esperienza del tuo mondo interiore.

Ma cos’è che ci fa dire mamma mia che bello il tramonto?

La contemplazione del mondo esterno nasce dal totale abbandono di quello che siamo. Contemplare è meditare. E meditare vuol dire connettersi al tutto. E per connetterti al tutto non hai bisogno di pensare, non hai bisogno della mente. La mente limita, etichetta, condiziona, si difende, attacca… La mente calcola il guadagno, la perdita, conviene o non conviene. Ma tu non sei la mente. E quando riesci a meditare, a contemplare, vuol dire solo una cosa: la tua mente si è suicidata e ti ha permesso di vedere oltre, di vedere la luce. Facendosi fuori ti ha permesso l’illuminazione. Ti ha permesso il completo abbandono.

La semplicità nata dall’abbandono e l’intransigenza e inflessibilità nei confronti delle richieste del tuo ego, permettono di far emergere questo stato di bellezza, viva e creativa. E tutto questo è possibile perché c’è amore. Senza amore non c’è semplicità, non c’è austerità nei confronti di sé. L’amore è possibile solamente per colui che si abbandona, che dimentica la sua mente e permette di far venire alla luce lo stato della bellezza creativa. L’amore non giudica, comprende. L’amore non separa, unisce. L’amore non pensa, sente. L’amore non tiene per sé, offre. L’amore non guarda, vede… e crea.

Se non ami non puoi raggiungere il tuo vero potenziale!

E non parlo dell’amore che può instaurarsi in una coppia. Parlo dell’amore incondizionato, l’energia che plasma l’universo e si eterna attraverso di esso e le sue creature. Quindi amare vuol dire ri-connettersi a questa fonte e accettare la nostra origine divina.

IL MONDO È NEL CAOS… LA MENTE DEVE SUICIDARSI

Com’è strutturata la società in cui viviamo? Com’è strutturato il percorso di vita che ci viene proposto? Andiamo a scuola, scandiamo la nostra vita a ore e campanelli che suonano, poi finiamo a timbrare cartellini… il nostro tempo viene (s)venduto. Studiamo, apprendiamo per poi superare esami, prendiamo dei voti. Noi stessi diventiamo dei numeri nell’immenso ingranaggio società.  Ma studiare, acquisire tecniche, capacità, competenze, con il solo fine di produrre e portare a casa denaro non è entusiasmante, non trovi? Che senso ha fare la fine della batteria che quando è scarica viene gettata perché non serve più? In questi termini tutto appare un po’ freddo, vero?

mente suicidioRisvegliando la propria bellezza creativa permettiamo anche al mondo di goderne perché questa si rifletterà all’esterno. E questo è ordine, non disordine. È l’ordine che segue tutta la natura per manifestare la sua essenza. E chi siamo noi: figli di macchine e campanelli o figli della natura? Chi è la nostra guida? Quale ordine vogliamo fare nostro?

Un artista non pensa per creare. Un artista si lascia fluire, permette il suicidio della mente per poter sentire e permettere alla propria luce di manifestarsi. Permette alla bellezza interiore di abbracciare quella esteriore. In poche parole: ama.

Quando la mente ha maturato esperienza ma è in grado di rimanere semplice, permette alla bellezza creativa di venire alla luce. Quando smette di pensare al proprio tornaconto ti permette di contemplare appieno la bellezza del mondo, quindi la tua. Quando la mente commette suicidio, ti permette di entrare nello stato meditativo, di ampliare le tue percezioni.

Quando la mente sarà in grado di lasciare andare tutti i vecchi pensieri, convinzioni, etichette, e tutto ciò che conosce già, tutto ciò che è vecchio e statico, senza paura di perdere se stessa, avrai superato l’ostacolo più grande, quello che non ti permetteva di esprimere tutto il tuo potenziale.

SUICIDIO (della mente) E VISIONE DELLA REALTÀ

Avevamo già parlato di onde isocroniche, nel piccolo vademecum antiprocrastinazione, ricordi? L’utilizzo dei toni isocronici risale al 1839 ma solamente dal 1973 le frequenze isocroniche trovano applicazione nella neuroscienza cognitiva.

La mente è un generatore di onde celebrali e a ogni frequenza corrisponde un determinato stato d’animo e stato mentale. Quella che ti propongo di seguito è la frequenza isocronica a 285 Hz, la  frequenza della cognizione quantica.

La frequenza isocronica a 285 Hz permette alla nostra cognizione di fare un passo avanti, di andare oltre. Ci aiuta a tornare nel ruolo di osservatori, stimola la coscienza a reinserirsi nel ruolo di ponte tra micro e macro cosmo, quindi aiuta a ottenere una visione unitaria della realtà lasciando andare tutto ciò che di vecchio permea la nostra mente.

Limitati ad ascoltare. Puoi continuare a svolgere quello che stai facendo, non ha importanza, il suono si propaga e influenza ugualmente ciò che attraversa. L’ascolto in cuffia è preferibile. Durante l’ascolto puoi visualizzare la tua mente come un cielo. Se qualche pensiero, qualche nuvola, vuole occupare dello spazio, limitati a osservare. Le nuvole come arrivano, così vanno via. Osservale svanire…

Questo audio è un aiuto, un allenamento (o dovrei dire allena-mente), che ci aiuta ad allenare la mente a farsi da parte quando non serve. Può essere utile riascoltarlo di tanto in tanto.

Concluderei quest’articolo con una riflessione che ci aiuti a comprendere l’importanza di far venire alla luce (ora) la nostra bellezza, quindi tornare a essere creativi:

tra meno di vent’anni l’80% dei lavori sarà automatizzato e l’essere umano non servirà più nella gran parte delle posizioni che ora ricopre. Ma cos’è che le macchine non potranno mai fare? Einstein diceva che nessuna macchina potrà mai porre un problema, e aveva ragione. Le macchine non sono in grado di interrogarsi, di inventare. Ma c’è altro. Le macchine non potranno mai creare, dipingere, scrivere una poesia, un romanzo, inventare una ricetta… non potranno mai dedicarsi all’arte in genere, quindi non potranno mai manifestare la propria spiritualità. Tutto questo è creare ed è un’esclusiva di Dio, dell’Amore… e di noi esseri umani 🙂

Ti auguro una giornata creativa,
cristiano mocciola blog

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Pubblicato su crescita personale, mente & corpo
4 comments on “La realtà è un’illusione (il suicidio della mente)
  1. Maria Cristina ha detto:

    Ti leggo sempre con molta attenzione, ho letto molte cose sugli argomenti che tratti, ma tu hai preso il meglio di tutto, l’hai messo insieme , l’hai sperimentato e vissuto, e si sente, e lo scrivi con amore, con la voglia d’aiutare,con ragionamento e logica! Complimenti! Sei bravissimo!

  2. Danilo ha detto:

    Ottima riflessione. Vediamo il mondo per come siamo, c’è una citazione che mi piace molto che riassume questo concetto:”se un ladro incontrasse un santo, ne vedrebbe solo le tasche”. Per quanto riguarda invece la seconda parte del post dove parli del “suicidio della mente”, credo che un ottimo esercizio sia quello di osservare quello che fa la mente in azione senza identificarci con i pensieri e senza giudicarli. Più osserviamo e più entriamo in stati non-mentali. Aveva ragione Cagliostro quando affermava:
    “Vengo avvolto dalla pace allorquando la voce nella mia testa tace”

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