Dipendenza: riconoscerla e accettarla per vincere

Cosa si intende per dipendenza? Dipendenza vuol dire trasformare un’abitudine all’apparenza controllabile in qualcosa di indispensabile, significa circoscrivere un comportameento, ricalcarlo con insistenza e passione, fino a farlo diventare una patologia, un’ossessione, fino a disperarsi e diventare noi stessi parte integrante del processo di autodistruzione personale e autoesclusione. Forse sono stato troppo poetico, e forse anche troppo tecnico, vero? Facciamola semplice, come piace a Essere Felici Blog e ai suoi lettori: la dipendendenza è una catena che stringe sempre più e ti nega la libertà. E con il passare del tempo la dipendenza, da semplice catena diventa padrona, padrona della tua vita, proprio come avviene nella manipolazione emotiva, ricordi?

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DIECIMILA EURO AL MESE

Ma oggi non voglia parlarti di dipendenza emotiva, voglio parlarti della dipendenza vera e propria, la Dipendenza con la D maiuscola, la tossicodipendenza. Si, anche tu che fumi le sigarette e non puoi farne a meno sei un tossico. Finchè quei pochi centimetri di tabacco arrotolati ti comandano sei a tutti gli efffetti uno schiavo e, come detto pocanzi, la padrona del tuo tempo è la sigaretta. È lei che ti dice quando alzarti per andare a fumare, che ti obbliga ad andare dal tabaccaio a rifornirti, che ti invita a collegare a lei, a livello celebrale, i momenti significativi della tua giornata. Per esempio: caffè-sigaretta, pranzo-sigaretta, attesa bus-sigaretta, sesso-sigaretta… insomma, la sigaretta cerca di essere presente in tutte le tue azioni fisiche e mentali, e ci riesce perche’ tu lo permetti.

Ma non voglio parlarti neanche di sigarette, denti gialli o tabaccai pentiti. E neanche farti smettere di fumare se per questo. Oggi voglio raccontarti una storia, o meglio, una parte di una storia, della mia storia. Ti racconterò di un periodo particolarmente buio della miia vita. E per parlarti della mia storia mi aiuterò con altre storie. Confuso? No, non ti preoccupare, alla fine dell’articolo tutto troverà un senso e tu troverai il senso per te, promesso.

Ma chi sono io per parlarti di dipendenza? Non sono un medico, non sono uno psicoterapeuta, o coach, o guru, guaritore… no. Sono un ex cocainomane. Ecco, l’ho detto! Penso che sia la prima volta che uso un termine del genere nei miei riguardi cosi pubblicamente e un po’ fa male. Di solito su certi fatti personali si rimane vaghi, si sorvola… ma oggi no! E diecimila euro al mese non è quello che guadagno attualmente ma è quanto riuscivo a spendere ai tempi per acquistare il mio veleno.

Mi hanno detto
non sei solo
ma poi nessuno
nell’oscurità ti resta vicino
perché non sa il motivo di tutto il tuo casino
di come hai fatto fino a qui
a restare vivo
(Nesli – Perfettamente sbagliato)

Ahhhhzz, mi sto sputtanando? Non credo proprio. La verita’ vi rendera’ liberi, diceva qualcuno. E aggiungerei anche: la verita’ ti rende forte, resiliente, ti motiva e porta alla luce i tuoi magici poteri! Ma soprattutto, non vergognarsi del proprio percorso è l’unico modo per poter aiutare qualcun’altro che si trova a passare quello che hai passato tu.

Quindi, non vergognarti di chi eri perchè senza quel passato non saresti così come sei ora. Non c’è ombra senza luce! Ma cominciamo….

LA MAMMELLA E IL LATTE

12 Luglio 2006, cena finita. La cocaina era sul piatto pronta per essere consumata. D’improvviso l’orologio appeso alla parete si fermò, la luce bianca del neon sfarfallò, il tempo si incrinò. Ed ecco una voce, la bianca polvere parlò:

Hai fame di sapere
Fame di crescere
Fame di conoscere
Fame di volare…

Forse oggi sono la mammella
che ti dà il latte
e placa la tua fame…

Sono felice che oggi
tu voglia questa mammella.
Ma non dimenticare:

Non è la mammella che ti nutre,
è il latte!

E con questa prima storiella ci troviamo di fronte alla prima grande verità, quasi scontata direi, ma che è bene ribadire: non siamo dipendenti dalla sostanza in sé ma dal suo effetto. Se lo stesso effetto che provi usando una sostanza riesci a provarlo con un’altra diversa, per te non ci sarebbe alcuna differenza. Anzi si, sceglieresti quella più economica.

Dipendenza cocaina

A riguardo, pensa a come viaggiano bene i fast-food. Soddisfano la dipendenza da cibo a bassissimo costo. Per chi è gola-dipendente, permettimi il termine, nel fast food risolve il suo problema. Non ha più importanza quello che si mangia, l’importante è che il palato sia stuzzicato e la pancia riempita. Il cibo è alla pari della droga, ci trasforma, ci direziona. Dopotutto, siamo cio’ che mangiamo… e siamo anche come mangiamo!

Piccola curiosita: abbuffarsi di cibo o consumare cocaina dipendono dagli stessi neuroni.

Ma continuiamo con un’altra breve storiella…

L’ACQUA NEL VINO

A mio nonno piaceva bere.
Piu’ di tutto gli piaceva bere l’anice turco.
Beveva anice e aggiungeva l’acqua, per diluirlo,
pero’ si sbronzava lo stesso.
Allora beveva whisky con l’acqua e si sbronzava.
E beveva il vino con l’acqua e si sbronzava.
Finche’ un giorno decise di curarsi…
E smise di bere l’acqua!

Riconoscere dipendenza

Il problema che pensiamo di avere non è il problema, il vero ostacolo è capire se siamo disposti a tuffarci dentro la nostra dipendenza per esplorarla, comprenderla e risolverla. Ammettere a se stessi la propria dipendenza è il primo passo per riconoscerla e sconfiggerla. Finchè la nascondiamo lei si salvera’… ma tu no.

Una volta consapevole della dipendenza, dopo una chiara ammissione a se stessi della proprio debolezza e sottomissione a qualcosa di esterno, possiamo avere ben chiaro il quadro della situazione e i possibili scenari.

PER USCIRE DA QUALCOSA DEVI PRIMA ENTRARCI

Lasciarsi andare dentro la propria dipendenza, accettarla, abbracciarla oserei dire, e infine godersela, ti permette di scorgerne tutti gli aspetti, positivi (se ce ne sono) e negativi. È qualcosa che avviene in automatico, come quando ti trovi per la prima volta nell’acqua alta e cominci a muoverti per rimanere a galla. Impari a conoscere il liquido in cui sei immerso e impari a muoverti per adattarti a esso.

Da questo punto in poi sei in grado di scegliere consapevolmente la direzione da dare al tuo futuro. E la risposta inconscia che avrai ti porterà a scegliere il meglio perche l’istinto di sopravvivenza, insito in ognuno di noi, si farà sentire e ti tirera’ fuori dal pasticcio in cui ti sei infilato.

L’inconscio guida la tua vita. L’inconscio fa battere il tuo cuore, ti fa respirare senza che tu debba pensarci. Svolge in autonomia tutte quelle attività necessarie al tuo benessere oltre che a portare avanti gli automatismi che nel tempo gli hai installato.

Riprogrammare l’inconscio è l’unica soluzione per riprogrammare il proprio futuro. E per fare questo hai bisogno di chiarezza, schiettezza, acutezza, sensibilità alla vita e profondità d’animo, non certo di scuse.

Ridurre le dosi, camuffare la dipendenza, qualunque essa sia, serve solo a rafforzarla. Nascondere a se stessi la dipendenza, edulcorarla, indorarsi la pillola, è il modo migliore per perdere la battaglia.

Questo articolo non è assolutamente la cura per utti i mali, piuttosto è l’esempio di una singola esperienza, la mia. Ma una cosa posso dirtela, si, dico a te che fai finta di non avere alcuna dipendenza: smettila di essere preda delle tue paure, entra nel bosco, nel tuo bosco, e uccidi l’orco. Ricordati che il padrone sei tu!

(Lettura consigliata: Liberarsi dalle dipendenze: Capire e superare le dipendenze: scopri cosa le provoca e come guarirne)

Buona caccia 🏹

cristiano mocciola blog

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20 commenti

  1. Bellissimo articolo…hai ragione..raggirare o camuffare un ostacolo non serve per vincere bisogna saltarci sopra..

  2. Grazie verissimo ciò che scrivi e io ammetto di essere dipendente dal vizio del fumo e da adesso inizio a entrare nella mia consapevolezza con il primo assoluto passo “amore per me” Grazie Cristiano

  3. Grazie tante della tua condivisione!..ci è voluto coraggio per farlo!…e tu sei un leone!Grazie…mi hai commosso.Alla prossima!

  4. Una parte di me, non so quanto profonda e grande…non si vuole bene, non mi voglio bene(e poco importa se per tutti sia sorridente, solare e gioiosa), imparare ad amarsi permette di capire tanto.., sul mondo e su noi,i nostri fantasmi, a cosa e soprattutto a chi ci aggrappiamo disperatamente Cri,anche senza volerlo (apparentemente )…,”quella persona cambierà”, “tornerà da me,è solo spaventato da quanto l’abbia travolto dando tutta me stessa”, “riiuscirò a trasformar le mie passioni in un lavoro più emozionante, appagante”, “non sto invecchiando, no..io mai”, “non ho problemi di soldi, sarebbe umiliante”, sperando l’esterno possa darci quello che in realtà è sempre stato dentro di noi, quella voglia di vivere, di essere felici e di farcela, un passo alla volta. Mi sono messa a studiare canto sai, ho bisogno di superare piccoli e grandi limiti, dimostrare al mondo e soprattutto a me…che “tutto è possibile”,ma solo…se ci rendiamo conto di dove siamo, di cosa non vediamo..allora cambiereremo,cresceremo. Il sudore, la fatica, le porte chiuse ed i no…come dici tu..ci rendono quello che siamo oggi….e sicuramente servono alla persona che saremo domani.
    Un abbraccio e grazie per averci aperto il tuo cuore.

  5. come potrebbe non piacere questo articolo? la franchezza come condivisione di qualcosa di più ampio è molto,anzi tantissimo.Grazie..e continua ad entusiasmarci con i tuoi post!:)
    Laura

  6. Grazie Cristiano un articolo preziosissimo, perchè si tratta della tua storia personale e quindi divina percui grazie di averla condivisa. Ma questo articolo è anche preziosissimo perchè dichiara e spiega con estrema franchezza e con tutta la verità quanto viviamo le nostre vite inconsapevolmente. Inconsapevoli di chi siamo , di chi conduce la nostra esistenza, di quanto non siamo “svegli”. Sono sicura che in molti di noi, leggere il tu articolo, ha provocato una importante voglia di risveglio verso la consapevolezza !

  7. Ciao Cristiano, lo sai ti stimo tantissimo! Sei una persona speciale e come sempre i tuoi articoli mi aiutano a riflettere, a comprendere tante cose che ignoravo, oggi so di non amarmi come dovrei ma sempre grazie a te sono cambiata tanto, ciò che sono oggi, la consapevolezza di come voglio essere e di come sono, la devo a te.
    Grazie!
    Un abbraccio Mary

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