imparare a gestire le emozioni meditazione e concentrazione

IMPARARE A GESTIRE LE EMOZIONI: meditazione e concentrazione

Se ti trovassi nel bel mezzo di un concerto rock, proprio sotto il palco, e a una cinquantina di metri qualcuno ti chiamasse, pensi che lo sentiresti? Se fossi una farfalla e ti trovassi in mezzo a una bufera,  riusciresti a rimanere salda a terra? E se durante il concerto tutto si silenziasse tranne la voce che ti stava chiamando? E se nelle tempesta diventassi pesante come un macigno da una tonnellata? Le cose cambierebbero drasticamente vero? Vivresti tutt’altra situazione. Imparare a gestire le emozioni vuol dire riuscire ad assumere la forma migliore in relazione a ciò che sta accadendo, ti permette di cambiare la percezione del mondo, e la meditazione e la concentrazione sono ottimi alleati per farlo.

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mente e cervello

Siamo esseri umani, siamo esseri emotivi e non ci è possibile vivere senza generare emozioni. Ma un conto è riconoscere le emozioni e gestirle, un conto è farsi travolgere da esse. Se un automobilista ti sorpassasse sulla destra suonandoti il clacson e gesticolando, che reazione avresti?

Potresti far finta di nulla tornando a concentrarti sulla strada, oppure potresti inveire a tua volta ingaggiando un inseguimento punitivo, o ancora, potresti dargli strada perché immagini che sia di fretta per qualche emergenza, che ne so, forse deve andare in ospedale che sta nascendo suo figlio…

gestione emozioni realta oggettiva soggettivaQuello che è accaduto in ogni caso non cambia: l’automobilista ti ha sorpassato sulla destra (il codice stradale lo vieta), ti ha strombazzato e ha gesticolato qualcosa. Questa è l’unica verità certa che c’è, detta anche verità oggettiva. La tua reazione interna invece determinerà la tua realtà, la verità soggettiva. E a ogni reazione che sceglierai seguirà un certo tipo di emozione. Si, tu stai scegliendo deliberatamente cosa provare, cosa pensare, quindi quale realtà soggettiva vivere..

Questo esempio ci ricorda che noi ci interfacciamo con il mondo esterno per come siamo e pensiamo e non certo per come stanno le cose. Le cose accadono perché devono accadere, il mondo è perfetto cosi come è, tu reagisci per come scegli di reagire, quindi crei la qualità della realtà in cui muoverti.

Imparare a gestire le proprie emozioni vuol dire imparare a gestire gli eventi e a non farsi travolgere da essi. E vuol dire anche imparare a gestire le persone e i rapporti. Tutto è collegato.

Le persone sono emozioni che camminano. Tu sei un centro emotivo che vive. Quando ci relazioniamo con gli altri non sono solo i pensieri dei singoli individui a incontrarsi, a far nascere un confronto, ma anche le emozioni. Allenare la mente e il cuore a dialogare ci permette di sfruttare al meglio il nostro potenziale di esseri umani, ci permette di ricevere e offire il meglio durante il tempo che ci è concesso di vivere.

Non puoi pensare di trarre il meglio da una situazione se non sei in grado di trarre il meglio da te. Le radici creano i frutti… non puoi cambiare i frutti se non cambi radici. L’unico modo per ottenere risultate differenti è cambiare se stessi.

GESTIRE LE EMOZIONI PER RIMANERE FEDELE ALLA META

A tutti nella vita accadono cose poco gradite. Superare gli ostacoli fa parte del nostro processo evolutivo. Se non avessimo incontrato difficoltà nel nostro crescere adesso non saremmo come siamo, giusto? E tu lo sai perché sei riuscito a farti trasformare dalle difficoltà che hai incontrato sul tuo cammino? Perché avevi ben saldo in mente quello che volevi, ecco la verità.

gestire tempeste emotiveSei stato fedele alla meta che volevi raggiungere, sei stato scoglio nella tempesta, non ti sei fatto abbattere, non ti sei fatto fermare. Volevi imparare a camminare e hai picchiato il sedere a terra finché non ce l’hai fatta. Volevi imparare a guidare e hai riprogammato la tua mente e il tuo corpo per poterlo fare e cosi è stato per ogni traguardo che hai raggiunto.

Molte persone si fanno travolgere da ciò che accade intorno a loro. Mi correggo, molte persone non riescono a gestire le proprie emozioni in relazione a ciò che accade e, come abbiamo detto fino ad’ora, non è importante quello che accade ma come tu reagisci.

L’esperienza non è quello che affronti. Tutti affrontiamo battaglie ma non tutti ne usciamo allo stesso modo. Ecco allora che possiamo affermare che l’esperienza non è quello che accade a un uomo ma è ciò che un uomo fa con quello che accade (cit. Aldouis Huxley).  Ti lamenti o cerchi il modo per sfruttare la situazione? Rimani concentrato sui tuoi obiettivi o permetti alle difficoltà di avere la meglio?

Quando perdi, non perdere la lezione.
(Dalai Lama)

Se non comprendi che da tutto quello che accade puoi trarne una lezione per la tua crescita, come puoi pensare di superare la medesima situazione se mai dovesse ricapitare in futuro? Il primo obiettivo che dovremmo prefissarci è quello di continuare a imparare abbassando le barriere mentali dei nostri preconcetti.

Noi non sappiamo tutto, anzi, sappiamo ben poco. Siamo in 7 miliardi di persone sul pianeta e ognuno avrebbe da insegnarci qualcosa, ognuno potrebbe offrirci un punto di vista differente dal quale apprendere nuove informazioni. Solo questo ci basti per sapere che le emozioni che stiamo provando, dopo tutto, non sono le uniche che si possano provare di fronte a una determinata situazione.

gestire emozioni intelligenza emotivaLa nostra intelligenza (emotiva) sta nel riconoscere le emozioni, gestirle, comprendere quale sia meglio assecondare e quale sia meglio far scemare. Saper gestire le emozioni ci permette di vivere meglio quello che, per forza di cose, siamo tenuti a vivere. Le emozioni ci parlano di noi, i pensieri, a volte, ci parlano e basta.

Provo a spiegarmi meglio con questa breve storia che Tiziano Terzani racconta in uno dei suoi libri:

Una tigre aveva due seguaci: un leopardo e uno sciacallo. Ogni volta che la tigre azzannava una preda, lei mangiava quel che poteva e lasciava i resti al leopardo e allo sciacallo.

Un giorno successe però che la tigre uccise tre animali: uno grosso, uno medio e uno piccolo. “E ora come li dividiamo?” chiese la tigre ai suoi due seguaci. “Semplice, – rispose il leopardo, – tu prendi il più grande, io prendo il medio e quello piccolo lo diamo allo sciacallo”.

La tigre non disse nulla, ma con una zampata sbranò il leopardo. “Allora, come li dividiamo?” Chiese di nuovo la tigre. “Oh, Maestà – rispose lo sciacallo, – Il pezzo piccolo lo prendi tu per colazione, quello grande lo tieni per pranzo e quello medio lo mangi a cena”.

La tigre era sorpresa. “Dimmi, sciacallo, da chi hai imparato tanta saggezza?” Lo sciacallo per un po’ esitò, poi con l’aria più umile che riuscì a metter su rispose: “Dal leopardo, Maestà”.

Lo sciacallo, prima di rispondere, ha ascoltato le proprie emozioni, le ha gestite, e intelligentemente ha governato la situazione. Il suo fine, oltre che mangiare, era quello di sopravvivere, quindi ha risposto in base agli obiettivi che si era prefissato.

Di tutte le esperienze che vivi,
prendi in considerazione soltanto la saggezza che contengono.
(Mark Twain)

IMPARARE A GESTIRE LE EMOZIONI:
MEDITAZIONE E CONCENTRAZIONE

gestire le emozioni con la meditazioneEsistono innumerevoli strategie e tecniche mentali per imparare a gestire le emozioni ma secondo la mia esperienza (e non solo) non esiste che un’unica via per adempiere a questo compito ed è la meditazione, il solo mezzo utile per allenare la concentrazione.

La meditazione non è solo la capacità di allontanarsi dai propri pensieri concentrandosi sulla respirazione (si, te l’ho fatta molto spiccia ma cerca di seguirmi per favore), ma è anche e sopratutto la capacità di pensare profondamente e continuamente ad un unico argomento.

Hai presente quando un bambino è perso nei suoi giochi e non si accorge del tempo che passa e di quello che gli accade intorno? Ecco, in quell’istante il bambino sta meditando, la sua mente viaggia a ben altre frequenze rispetto a quelle della mente di  un adulto che se la prende per il passato e va in ansia per il futuro.

Ogni volta che ti concentri, che poni la tua attenzione su qualcosa, su un obiettivo, e lo fai in maniera prolungata e concentrata, ecco che stai meditando, stai attivando il potere dell’intenzione. Quello che accade è che stai incanalando la tua energia (frammento dell’energia universale) verso una determinata direzione e l’effetto che otterrai sarà la manifestazione fisica dell’oggetto/esperienza della tua concentrazione.

Tu sei la causa, la vita è l’effetto, ma è anche vero che l’effetto va prima vissuto interiormente tramite l’esperienza emotiva anticipata di cio che sarà. Dove concentri la tua attenzione si realizza la tua intenzione. Ciò che pensi manifesti.

emozioni 7 principi hunaQuesto processo di concentrazione attiva la mente inconscia e ti permette di osservare le emozioni per quello che sono: corpi di energia che possiamo accogliere o rifIutare. Tu, l’essere senziente che vive nella macchina biologica corpo umano, puoi scegliere cosa farci di questi corpi di energia ma lo puoi fare solamente se prendi coscienza di chi sei. Tu non sei i pensieri, non sei l’emozione, non sei il corpo e non sei la mente. Sei l’Essere, sei luce che crea, Anima.

La meditazione e la preghiera sono i mezzi più veloci che abbiamo per connetterci con l’inconscio. Solamente quando riusciamo a zittire la mente possiamo captare le intuizioni extrasensoriali, solamente nella quiete possiamo accedere ad una consapevolezza diversa, superiore. Le risposte che l’inconscio può offrirti sono ben diverse da quelle che ti offre la ragione ma per potervi accedere hai bisogno di placare la mente, di risintonizzarla.

In questo articolo non voglio suggerirti come meditare, lo abbiamo già fatto precedentemente, e non voglio neanche invitarti a seguire il rilassamento guidato per testare con mano il potere della concentrazione.

Piuttosto vorrei invitarti a mettere nero su bianco i tuoi desideri e ora ti spiego perché.

concentrazione desideri emozioni

Prima di tutto però smettiamola di chiamarli desideri e chiamiamoli per quello che sono, obiettivi di vita, sei d’accordo?

Individua e scrivi su un foglio gli obiettivi che vuoi raggiungere suddividendoli in questo modo:

  • da uno a tre obiettivi a breve termine (tempo di realizzazione da 1 a 12 mesi)
  • da uno a tre obiettivi a medio termine (da 1 a 3 anni)
  • da uno a tre obiettivi a lungo termine (da 5 a 10 anni).

Molti guru di crescita personale ti inviterebbero a scriverne molti di più ma io sono di un’altra scuola: se metti troppa carne al fuoco finirai con il bruciare qualcosa, vero?

Dopo aver scritto i tuoi obiettivi non dovrai far altro che rileggerli più volte al giorno concentrandoti su di essi, soffermandoti su ognuno ed esprimendo gratitudine per il risultato raggiunto, quindi emozionarti come se tutto fosse già accaduto. Il segreto sta tutto nel come se! Prova ora quello che proverai quando sarà. L’inconscio non riconosce ciò che è reale da ciò che è solo immaginato, egli elabora indistintamente le immagini che riceve per fartele conseguire poi anche sul piano fisico.

Le immagini mentali avvolte da emozioni creano solchi nuovi nel terreno della tua mente, solchi nuovi dove gettare i semi della realtà che si manifesterà. Le nuove immagini mentali assorbite dal subcosciente sono in grado di generare nuovi pensieri, quindi nuove azioni, quindi ti portano a ottenere nuovi risultati.

Finché percorri le stesse strade non puoi pensare di arrivare in luoghi diversi, giusto? Porsi degli obiettivi e concentrarsi su di essi con mente e cuore ti permette di svoltare nel momento giusto per cogliere le opportunità più adatte al conseguimento del risultato.

Sai quando si dice che uno si è trovato nel posto giusto al momento giusto? Ecco, manca un pezzo: uno si trova nel posto giusto al momento giusto solamente se è la persona giusta, e la persona giusta è quella che ha ben chiaro in mente quello che vuole.

La fortuna è quando l’opportunità coglie il tuo essere preparato e tu inizi a essere preparato nell’istante che hai dato una forma chiara e precisa a quello che dovrà essere. Non a caso diciamo spesso che quello che senti già tuo è ciò che avrai, vero?

Questo esercizio di trascrivere gli obiettivi e di vivere anticipatamente le sensazioni che saranno in grado di portare serve principalmente a definire dentro te una destinazione emotiva chiara. Questo farà si che ogni volta che emozioni nuove subentreranno, la tua bussola interiore (ormai allenata) saprà bene dove puntare. Per poter gestire le emozioni dobbiamo innanzitutto comprendere quelle che preferiamo provare, non trovi?

Quindi se per caso ti fossi chiesto cosa centrasse il saper gestire le emozioni con la trascrizione dei proprio obiettivi te l’ho spiegato: se sai dove vuoi andare riesci a gestire meglio le emozioni perché hai una direzione (emotiva) da seguire.

Di solito, coloro che non sono in grado di far fronte agli eventi e si lasciano travolgere dalla propria emotività, sono persone che non hanno chiaro il loro scopo, non hanno obiettivi chiari nella vita, e credo che innanzitutto, prima di qualsiasi altro obiettivo, sia opportuno per loro prefissarsi di raggiungere la pace interiore, questa si che è una bella meta!

Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte; questa forza lo rende sereno; questa serenità assicura la pace interiore; solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo.
(Lao Tzu)

MEDITAZIONE E CONCENTRAZIONE: LA VERITÀ

La meditazione e la concentrazione sono in grado di risvegliare la coscienza alla Verità in cui siamo inseriti. E qual è questa Verità? La Verità è che tu proietti te stesso all’esterno, ogni istante sei nel continuo atto di creare e ricreare chi sei e il mondo che ti circonda.

La meditazione e la concentrazione ti aiutano a sintonizzarti sulla realtà che desideri manifestare e una volta che questa realtà avrà preso vita dentro te, essa non potrà far altro che manifestarsi anche fuori, è inevitabile!

Non permettere alle emozioni di governare la tua esistenza, riconoscile e gestiscile sapientemente. Esse sono come il vento che soffia ma sei tu il marinaio che manovra le vele per decidere in quale direzione andare! Una vita senza obiettivi è una vita in balia dei venti emotivi. Gli obiettivi servono essenzialmente per aiutarti ad andare avanti, per renderti più forte e in grado di gestire qualsiasi e-vento, ecco perché è importante che siano sempre presenti nella tua mente e nel tuo cuore … un obiettivo non dev’essere necessariamente raggiunto: spesso serve soltanto come qualcosa cui mirare (cit. Bruce Lee)

Buona Vita 🌴
cristiano mocciola blog

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19 commenti

  1. Grazie sempre molte Cristiano! Eccellente articolo che messo in pratica aiuta a rinascere giorno per giorno ad una nuova vita!.. Ti apprezzo molto😊

      • Grazie Cristiano. Condivido a pieno tutto quello che hai scritto. È forse il piu bel articolo che io abbia mai letto.
        Sono felice di poter ogni volta leggere quello che scrivi..sono dei bei momenti che mi ritaglio quando mi sento sereno.
        Ciao a presto.
        Stefano

    • grazie, cristiano,mi arriva sempre un tuo messaggio quando, (MI DISTRAGGO),ho due obbiettivi belli tosti cristiano ,il primo e’ vivere nella prosperita’ economica ,avere la serenita’ di un entrata ,di un guadagno ,di soldi, mio .l’ altro e’ donare e ricevere amore , ad un compagno che mi dia tutto quello di cui ho bisogno,per me e per i miei figli…..tu che dici, al momento nessuno dei due. che tempi posso dare?

  2. Ciao Cri! Come sempre illumini con i tuoi bellissimi post, hai ragione…bisogna far spazio dentro di noi, silenzio fuori (meditando) e capire cosa vogliamo (attenzione). Tutto molto vero…Stupenda poi la frase finale di Bruce…
    Un abbraccio forte e grazie.

  3. Nel momento più doloroso mi sono iscritta …….
    Tra le cose più belle che ho fatto
    Ad oggi il mio pensiero è grazie Cristiano.

  4. Articolo molto bello perchè denso di tanti spunti di riflessione; quello che più mi ha colpita è il passaggio in cui scrivi che gestire le emozioni ” vuol dire anche imparare a gestire le persone e i rapporti. Tutto è collegato.” … verissimo! Non ci avevo mai pensato … ma è così .. non siamo soli e come tali gran parte della nostra emotività viene “sollecitata” e “solleticata” (alcune volte forse provocata) da quella di altri a noi più o meno vicini …
    Sicuramente rileggerò più volte questo tuo articolo per scoprire “altro” 🙂 Grazie!

  5. Bellissimo articolo molto interessante mi piacerebbe riuscirea fare questo,perché avrei risolto i miei problemi.Comunque lo rileggero per imparare…..GRAZIE.

  6. Ciao Cristiano ,è un bellissimo articolo ed è vero le nostre emozioni sono l’accompagnamento della nostra vita ed è difficile gestirle ….ma come dici tu bisogna porsi degli obbiettivi ed è difficile mantenerli ..seguirò i tuoi consigli per raggiungerli… grazie

  7. Ciao Cristiano! Bellissimo articolo come sempre. Lo avevo letto già tempo fa ma non avevo preso carta e penna per scrivere gli obiettivi. Questa volta sì e sono sicura che mi aiuterà. Ti chiederai perché questa volta si? Bene, stavo particolarmente giù e volevo essere in grado di gestire le emozioni. Quindi ho ritrovato questo articolo sul blog. Dopo aver scritto gli obbiettivi, ho riletto un po’ l’articolo ed ho pensato: ok il mio primo obbiettivo a corto termine è quello di poter riabbracciare la mamma che si trova in una struttura per anziani a 1600 km da qui. È ovvio che l’emozione che sentirò allora sarà più che positiva e questo può rendermi meno triste adesso. E non sono triste per me ma per lei che ha l’Alzheimer è quindi anche se capisce la situazione lo dimentica immediatamente è quindi è di nuova triste per la solitudine. Più che chiamarla 5/6 volte al giorno con voce allegra promettendo che poi faremo tante cose belle, cosa posso fare? Forse ho sbagliato obbiettivo? Un desiderio forte anche a breve termine sarebbe quello di essere in grado di affrontare, anzi superare un grave lutto. Come faccio a sentire una emozione positiva a riguardo? Non ho ancora superato la morte di mia sorella avvenuta 4 anni fa, eppure non sono rimasta lì a compiangermi, ho cercato di sostituirla più possibile con le mie nipoti, con mia mamma e mi sono detto un milione di volte che la mia tristezza non serve a nessuno, e sono stata grata dell’amore delle mie nipoti è pronipoti..ma la tristezza è rimasta…

    • Ciao Patricia, penso che una perdita tu non possa sostituirla ma comprenderla. Non c’è niente che non va nella morte così come non c’è niente che non va in tutto il resto. Quello che non va è il nostro pensiero quando non riesce a farci stare sereni, non assecondarlo

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