come smettere di preoccuparsi

COME SMETTERE DI PREOCCUPARSI

Un giorno di preoccupazione ti stanca di più che una giornata di lavoro, vero? Immagino che tu già lo sappia: la preoccupazione fine a se stessa non serve a niente. La preoccupazione è un pensiero e il pensiero quando diventa utile? Quando può essere tramutato in azione. Quando la tua preoccupazione ti permette di metterti in azione allora essa ha la possibilità di dissolversi. Ma se ti stai preoccupando di qualcosa per la quale non puoi fare niente, o peggio ancora, ti stai preoccupando per qualcosa per la quale non hai intenzione di agire, beh, stai alimentando solo malessere e non stai andando da nessuna parte. Ma allora, come smettere di preoccuparsi?

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Ci si può smettere di preoccupare per qualcosa agendo attivamente alla risoluzione della faccenda che ci sta preoccupando oppure interrompendo quel pensiero che genera lo stato d’animo. Oggi non vedremo quali azioni intraprendere per risolvere la nostra preoccupazione, vedremo quali azioni non intraprendere! No, non sono impazzito. Seguimi per favore…

Esistono infiniti motivi per i quali preoccuparsi. Ognuno di noi ha i suoi. C’è chi si preoccupa perché non riesce a trovare lavoro, c’è chi si preoccupa del figlio che ritarda nel rincasare, c’è chi si preoccupa di un brutto voto preso ad un esame, chi delle bollette, chi del graffio sulla macchina, chi di quello che pensano gli altri… ogni preoccupazione ha un suo grado emotivo, ogni preoccupazione riesce in maniera minore o maggiore a coinvolgerci, ma questo non dipende tanto da quello che sta accadendo, piuttosto dal punto di vista che adottiamo nell’osservare l’accaduto.

Questo preoccuparmi troppo della scuola non fa altro che preoccuparmi…
Persino le mie ansie hanno l’ansia…
(Charlie Brown, in Charles M. Schulz)

IL LUPO DELLA PREOCCUPAZIONE

il lupo della preoccupazionePrima di continuare vorrei condividere con te questo breve racconto della filosofia zen che gli iscritti alla newsletter conoscono già…

In un antico monastero cinese c’era un monaco che aveva serie difficoltà nel meditare. Ogni volta che tentava di ritirarsi in meditazione veniva inseguito da un lupo inferocito. Questo ovviamente lo distraeva rendendo vani tutti i suoi tentativi.

Preso dallo sconforto andò dal suo maestro e gli spiegò quello che accadeva. Il maestro gli suggerì allora di armarsi con un pennarello in modo tale che quando il lupo si fosse ripresentato egli avrebbe potuto tracciargli una croce sul petto. Cosi fece.

Il monaco tornò in meditazione stringendo tra le mani il pennarello. Il lupo non tardò ad arrivare ed egli tempestivo tracciò una croce sul suo petto. Il lupo scomparve. 

Incredulo torno dal maestro per raccontargli l’accaduto. Il maestro gli disse: osserva il tuo petto ora! Il monaco si accorse che la croce che aveva tracciato poco prima sul petto del lupo in realtà l’aveva tracciata sul proprio corpo. Il monaco comprese che le sue paure e preoccupazioni non erano reali, erano solo il prodotto di una mente sulla quale aveva perso momentaneamente il controllo. Saper controllare la mente ti permette di mantenere il lupo delle preoccupazioni a debita distanza…

Gran parte della mia vita è stata spesa
a preoccuparmi di cose che non sono mai accadute.
(Mark Twain)

PREOCCUPARSI È FARE CATTIVO USO DELL’IMMAGINAZIONE

come non preoccuparsiAspettati il meglio, preparati al peggio! La mente lavora per immagini… perché immaginare catastrofi?!? Il faro della nostra attenzione dovrebbe volgere innanzitutto sulle aree della nostra vita nelle quali vorremmo vedere dei risultati, non deve puntare su delle paure, potrebbe esserci il rischio di farle avverare, non trovi?

Un conto è allenare la mente per affrontare gli eventi che la vita ha da offrirci, un conto è farla vivere nella paura che i peggiori di essi possano accadere. Un conto è godersi il viaggio rimanendo pronti a qualsiasi evenienza e un conto è rovinarsi la vita per cose che forse non accadranno mai.

Esiste la comune abitudine di rispondere emotivamente e senza filtri a qualcosa che non esiste se non nella nostra mente. Lo facciamo tutti. È un meccanismo automatico quello di creare mentalmente situazioni inverosimili. Ci capita di pensare e se accadesse quello? e se lei facesse così allora io farei cosà, e se mi dicono questo allora mi giustifico cosi, quell’incidente poteva essere mortale, sta facendo tardi chissà cosa è successo, ecc…

Sono tutte situazioni irreali frutto della nostra immaginazione e che la nostra mente prende per reali. Il corpo di conseguenza reagirà a questi stimoli producendo una reazione fisiologica, uno stato d’animo.

E sai cosa succede da qui in avanti? Qualsiasi azione intraprenderai sarà in linea a questo stato d’animo e c’è l’altissima probabilità che il risultato che otterrai da questa azione abbia la stessa natura della tua immagine mentale, ossia un vero disastro. Non a caso si dice di non prendere decisioni quando si è tristi e di non rispondere quando si è arrabbiati. Il nostro stato d’animo determina la qualità dei nostri risultati.

Cosa fare quando si è preoccupati? In base a quello che ci siamo detti fin’ora è meglio che tu non faccia assolutamente niente prima di provocare qualche danno. Tu puoi dissolvere la preoccupazione per qualcosa che non esiste non col fare, ma col non fare.

La risposta più utile che puoi scegliere di intraprendere è quella di ingnorare completamente le immagini mentali disturbatrici, riconoscendo la loro natura illusoria. Puoi aiutarti in questo semplicemente osservando il momento presente attorno a te. Di quello che stai immaginando con molta probabilità non ce n’è alcuna traccia, vero? Perché se ci fosse allora potresti agire e quando agisci la preoccupazione svanisce ma dato che non puoi agire stai semplicemente alimentando un autoinganno.

Preoccuparsi è mettere le nubi di domani davanti al sole di oggi.
(Proverbio)

COME SMETTERE DI PREOCCUPARSI

Se la situazione per cui ci preoccupiamo è risolvibile con un nostro intervento perché preoccuparsi? Agiamo e risolviamola. Se non è risolvibile… perché preoccuparsi?!? La risposta è semplice: ci preoccupiamo perché siamo drogati dalle nostre stesse emozioni e la risposta emotiva automatica prende il sopravvento sulla risposta razionale. Ecco perché ci preoccupiamo. Riconoscere le proprie risposte emotive e saperle gestire è l’inizio della propria presa di coscienza, è il prinicipio dell’illuminazione.

fermare preoccupazioneImmagina ora di stare tranquillamente sul divano di casa tua. Ti stai rilassando e tra poco ti addormenterai. Ma un evento disturbatore irrompe nel tuo presente: nella stanza accanto il tuo telefono ha cominciato a squillare! Cosa accade ora?

La reazione che di solito si ha a questo stimolo è quella di obbedire al richiamo, quindi alzarsi e andare a rispondere al telefono. È un’abitudine che abbiamo preso e quando agiamo in questo modo non è che abbiamo preso la cosciente decisione di andare a rispondere al telefono, semplicemente abbiamo agito in maniera automatica, in modo inconscio. Alzarsi e andare a rispondere è solo un condizionamento e quando lo riconosci puoi interromperlo.

Breve excursus sul condizionamento:

pavlov condizionamento caneil termine condizionare in questo caso deve le sue origini al famoso esperimento che Ivan Pavlov fece con il suo cane. Per diversi giorni abituò il suo animale a ricevere il cibo subito dopo il suono di un campanello. A breve il cane collegò il suono del campanello con il cibo e ogni volta che sentiva il trillo iniziava a sbavare… anche se il cibo non arrivava!

Era stato condizionato a rispondere a quello stimolo in un certo modo. La stessa cosa avviene per noi ogni volta che rispondiamo automaticamente agli stimoli dell’ambiente circostante e agli stimoli del nostro ambiente mentale.

Ci siamo auto-condizionati a rispondere in un certo modo ai nostri pensieri. Cosi come il cane aspetta la ciotola dopo il trillo iniziando a salivare, cosi noi ci preoccupiamo di cose che probabilmente non accadranno. Siamo stati condizionati a rispondere al telefono perché questa è la giusta reazione che si deve avere a questo stimolo, non è vero? Ma perché?

Quello che voglio evidenziare è che tu puoi scegliere se rispondere al telefono oppure no. Tu puoi scegliere se dare retta alle immagini mentali che ti preoccupano oppure no. Nessuno ti obbliga di obbedire allo stimolo, se vuoi puoi rifiutarti di farlo, questo è il tuo potere.

Scegliere di non rispondere al telefono, di non rispondere alle immagini mentali che ti preoccupano, non vuol dire fare qualcosa, piuttosto vuol dire non fare nulla. Non esiste uno sforzo nel non rispondere, semplicemente hai scelto di rilassarti e di ignorare lo stimolo perché la tua pace è più importante, tu sei più importante.

Chi si preoccupa prima del necessario
si preoccupa più del necessario.
(Lucio Anneo Seneca)

Puoi utilizzare l’immagine mentale del telefono che squilla e di te che te ne stai comodamente sul divano scegliendo di non rispondere ogni volta che qualcosa cerca di preoccuparti. Per quanto mi riguarda, nella stanza accanto a dove sono io in completo relax, c’è più di un telefono. Qualcuno l’ho messo in modalità notte togliendogli la suoneria, qualcun altro l’ho completamente messo in disuso tirandogli due martellate.

Preoccuparsi è un condizionamento della mente e come tale può essere eliminato. Possiamo ricondizionarci attraverso l’utilizzo di immagini mentali diverse, proprio come quella di noi sdraiati sul divano e del telefono che scegliamo di lasciare squillare. Più fortificherai questa immagine e meno le tue preoccupazioni riusciranno a disturbarti. Adesso, ogni volta che ti coglie una preoccupazione per la quale non puoi fare niente per risolverla, trasformala mentalmente in un telefono che squilla e scegli di non rispondere.

Personalmente, quando scelgo di alzarmi dal divano per uscire dalla mia zona di relax, lo faccio per agire, per dedicarmi ad attività utili al raggiungimento di un qualche risultato tangibile o semplicemente per svagarmi. Perché sai come si dice, no? Più occupazioni hai, meno preoccupazioni avrai! Mantieni le mente in movimento verso obiettivi utili altrimenti inizierà a focalizzarsi su qualsiasi cosa trova, anche su cose che non esistono. Non rispondere a quel telefono!

Buon AllenaMente ☎️
cristiano mocciola blog

10 commenti

  1. Che bella l’immagine del telefono che squilla e …che lasciamo squillare! 🙂 Hai perfettamente ragione, quanti capitomboli magari per rispondere e…non era nessuno 😛 Grazieeeee

    • Siamo abituati a rincorrere i pensieri per paura che ci sfugga qualcosa, ecco perché. Esistono abitudini mentali e dipendenze emotive alle quali difficilmente siamo disposti a rinunciare ma non teniamo conto che l’unica cosa che stiamo veramente sacrificando è la nostra pace.

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