Come avere successo: 7 regole

Ognuno di noi ha il suo tallone di Achille. Ma probabilmente in pochi riescono a vedere la possibilità di trasformare il proprio tallone di Achille in un punto di forza, in una potente arma segreta. Trasformare i punti deboli in punti di forza è possibile. E se ci pensi bene, le nostre falle, i nostri nei, i nostri difetti, sono delle particolarità che solo noi abbiamo. Sono i segni che ci contraddistinguono dagli altri esseri umani rendendoci unici, inimitabili e irripetibili! E aggiungerei anche (e quindi) che ognuno di noi è perfetto a modo suo, è perfetto così come è.

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Ma convivere con i nostri punti deboli non è sempre semplice… non è semplice finché non li accettiamo. E sta sicuro che il mondo intorno a te non ti aiuterà in questo. Piuttosto farà il contrario. La diversità (in qualsiasi ambito) non è mai vista di buon occhio. È soggetta a critiche, giudizi, viene penalizzata.

Se non rientri in certi canoni scordati pure di fare carriera in questo mondo che decide in precedenza chi deve andare avanti e chi deve fermarsi… che grande baggianata, vero? Dopotutto mi sembra avvenga il contrario. La vita è l’unico ente meritocratico e se fai vedere quel che vali, se porti valore a chi ti incontra, non potrai far altro che avvicinarti al successo che meriti.

SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE: O STAI CON TE O CONTRO DI TE

Questione di scelta: o segui il tuo modello, o segui il modello che ti viene offerto. Se segui il tuo modello ti realizzi e porti a termine il tuo scopo (perché alla fine lo scopo di questa vita sei TU), se segui il modello che ti viene offerto, potresti benissimo far carriera in politica, in tv o nell’azienda in cui lavori ma saresti il prodotto finale di un processo guidato da altri e non da te.

Il mondo in cui viviamo ci propina di continuo dei modelli da seguire e se non vuoi sentirti inadeguato faresti bene a seguire il greggeDevi avere quel tipo di auto, devi avere quel cellulare, devi pesare tot, devi vestirti così, e fatti l’happy hour, rinforza quei muscoli lì, fatti le sopracciglia, devi portare i capelli come li porto io (personalmente non mi ricordo dove li ho messi… ma sto bene così)

Ma tutti ormai lo sappiamo: chi lascia la via vecchia per la nuova… CRESCE!

ESEMPI DI CHI CE L’HA FATTA

Un po’ di esempi pratici, giusto per ritrovare la motivazione:

regole di successo di stalloneSilvester Stallone: nato in un quartiere degradato di New York, figlio di un parrucchiere e di una ballerina con problemi di alcolismo, vive un’infanzia difficile. Diagnosi medica: è un bambino malato, infelice con problemi di rachitismo e una mezza paralisi in viso causata dal forcipe al momento della nascita. L’adolescenza è un disastro… ma succede qualcosa. Si appassiona di sport e recitazione, assiste ad un incontro di Moamed Alì e rimane folgorato. In tre giorni scrive la sceneggiatura di Rocky. Le riprese a basso costo del film iniziano poco dopo. L’ascesa al successo di Stallone mi sembra che ancora non sia terminata, o sbaglio?!?

successo madonnaMadonna Lousie Veronica Ciccone: ovvero Madonna! La terza di sei fratelli. Quando aveva cinque anni la mamma muore per un tumore al seno… che te lo dico affare?!? Ebbe un’infanzia difficile. Sapendo che la madre era malata fu responsabilizzata oltremisura per potersi prendere cura dei fratelli più piccoli. Questo la fece crescere e maturare in tempi brevi e sofferti aggiungerei. Secondo lei, il fatto di non avere una madre, le ha permesso di tirare fuori tutta se stessa e diventare una donna senza timori e in un certo senso, senza freni. Nessuno le ha insegnato le buone maniere, confessaNonostante a scuola andasse bene, a 18 anni la lasciò. Il padre era contrariato ma lei si trasferì a New York per intraprendere la carriera di ballerina. Aveva solo 35 dollari in saccoccia. All’inizio dormiva sul divano di un’amica ma poi, lavorando qua e là, riuscì a permettersi un monolocale e a pagarsi l’iscrizione ad una scuola di danza. Nel quartiere in cui viveva, oltre a essere stata derubata diverse volte, fu anche aggredita e stuprata. Ma Madonna non molla. Inizia a suonare in una band, prima come batterista, poi come cantante. Intanto posa anche come modella e ottiene un ruolo in un film (salariata poi con solo 100 dollari). Le sue convinzioni decretarono la sua fortuna. Ecco cosa rivelò in un’intervista del 1983: Le persone non sanno ancora quanto io sia brava, ma lo scopriranno presto. Nel giro di qualche anno tutti lo sapranno. Ho progettato di diventare una delle star più grandi di questo secolo. Secondo te ci è riuscita?

regole successo schwarzeneggerArnold Swarzenegger: nato in un piccolo paesino tra le Alpi austriache vive un’infanzia nel disagio economico. La prospettiva migliore per il suo futuro: fare il poliziotto nella piccola cittadina. Prospettiva peggiore: rimanere tra le Alpi a pascolare le greggi (alt!! Non c’è niente di male nel fare il pastore. Ma devi scegliere di farlo, non essere costretto perché è l’unica alternativa possibile. E Arnold aveva ben altro per la testa!). In camera appende le foto di uomini mezzi nudi e muscolosi, tra cui il suo idolo, l’attore protagonista di Ercole. I suoi si preoccupano e chiedono aiuto ai dottori. Ma lui è deciso. Vuole diventare l’uomo più forte del mondo e fare carriera nel cinema… Quando partì per l’America non aveva niente e per campare faceva il muratore. Oggi è governatore della California. Ma prima di essere governatore ha vinto il titolo di Mr.Olimpia e Mr.Universo ed è diventato Terminator! E pensare che non volevano farlo recitare all’inizio. Il suo accento austriaco non andava a genio ai produttori… ma alla fine fu proprio il suo accento a caratterizzare i suoi personaggi.

successo jennifer lopezJennifer Lopez: la famiglia si trasferisce da Porto Rico a New York. Vive la fanciullezza in uno dei quartieri con il tasso di criminalità più alto d’America. A 5 anni iniziò a prendere lezioni di canto e ballo. A 18 anni andò via di casa. Si mantenne da sola riuscendosi a pagare anche le lezioni di ballo e canto. Dovette adattarsi a fare i lavori più disparati. Dopo mesi di audizioni iniziò a fare la ballerina come comparsa in alcuni video, ma dovette continuare a lavorare in altri ambiti per mantenersi. Ma non cedette. Oggi la conosciamo tutti con il soprannome di J.Lo. È una cantautrice, ballerina, attrice, produttrice discografica, stilista… la lista è lunga! J.Lo è un sacco di cose. J.Lo, come tutti, è ciò che pensa di essere e forse questa sua frase riassume meglio il suo pensiero: siamo pieni di ideali su ciò che è perfetto, che è bello e che è elegante, ma quello che è più accattivante è che io sono ciò che nessun altro è.

I TUOI DIFETTI TI RENDONO PERFETTO

La morale di questi esempi? Se insiti e resisti, raggiungi e conquisti! E sulla scia di questi esempi vorrei portarti l’ultimo. Questo esempio è il più fresco e la disabilità del personaggio non è tanto nella vita che ha vissuto, nella sua infanzia o nella sua condizione socio-economica. La sua disabilità, se così possiamo chiamarla, il suo punto debole, è visibilissimo… Ma ora non è più un punto debole. Ora è la sua arma segreta!

Winnie-Harlow successoVoglio parlarti di Winnie Harlow, la coccinella delle passerelle. Winnie è una modella di colore… anzi no, è caffe-latte. Winnie è la prima modella al mondo che ha la vitiligine.

La vitiligine non è una malattia, è un’anomalia. È la mancata pigmentazione di alcune parti del corpo per carenza di melanina. Niente di grave o contagioso. Ma sicuramente è qualcosa che ti porti sempre dietro, che ti porti dentro, con la quale devi convivere. Qualcosa che ti fa realmente e visibilmente rendere conto di non essere uguale agli altri. Ed è questo non essere uguale che ci deve dare la forza per tirare fuori la nostra unicità!

A scuola Winnie veniva derisa. Si sa, i bambini possono essere crudeli tra di loro. I compagni la soprannominavano mucca, giraffa, macchiolina… lei ne soffriva ovviamente. La famiglia era costretta a trasferirsi di continuo per evitarle questo tormento verbale. A sedici anni volle lasciare la scuola. Era sull’orlo di un suicidio. Le poche e iniziali macchie che l’avevano colpita all’inizio ora erano su tutto il corpo. Il suo difetto si stava accentuando. Ma lei aveva un sogno. Un sogno che l’accompagnava da quando era piccola. Un sogno che le permise di non gettare la spugna e continuare a lavorare su se stessa.

La madre cercò sempre di camuffarle le macchie con il fondo tinta, mentre il padre insisteva perché rimanesse come natura aveva voluto. Lei comprese quello che il padre volesse dire, scelse quindi di mostrarsi per quello che effettivamente era e accettò la sua condizione.

E questa secondo me è la cosa essenziale che le ha permesso di essere e manifestarsi:

Ha smesso di opporre resistenza e si è lasciata fluire
(chi ha orecchie per intendere in tenda… gli altri sul camper!)

La sua fortuna arrivò quando qualcuno notò le sue immagini sui social network. Fu contattata per girare un primo video musicale, dopo di che fu contatta per partecipare ad un concorso per modelle. Ora sfila per importanti colossi della moda e le sue apparizioni sulle copertine sono numerosissime. Ecco le sue parole: Questa è la mia vita e sono contenta delle scelte che faccio. Mettetevi un po’ di mascara, gonfiatevi le labbra, tagliatevi i capelli, fate una liposuzione… è una vostra scelta. Io sono orgogliosa della mia pelle. E sono a favore di tutto ciò che abbia come fine l’essere felici. Ognuno di noi deve essere felice per quello che è!

Essere felici è quindi indispensabile per riuscire a brillare. Il successo è uno stato mentale che solo la felicità può generare.

LE 7 REGOLE DEL SUCCESSO

Di esempi come questi ce ne è un’infinità e avremmo potuto continuare allo sfinimento. Ma lo scopo di questo articolo non era portarti solamente dei casi-studio. Piuttosto vorrei condividere con te le regole che queste persone, persone che ce l’hanno fatta, hanno in comune. Come mai c’è chi riesce e chi non riesce? Perché persone che all’apparenza appaiono più deboli delle altre e più sfortunate alla fine risultano vittoriose?

PRIMA REGOLA: accettare le difficoltà. Può sembrarti scontato ma se ci rifletti ti renderai conto che le difficoltà che incontri sono state calibrate ad hoc dalla vita per permetterti di diventare la persona che desideri. Non ti verrai mai posto un ostacolo che tu non sia in grado di superare. E non ti verrà mai permesso di desiderare qualcosa che tu non sia in grado di ottenere. L’ostacolo serve solo per farti crescere e raggiungere i tuoi obiettivi. Non c’è traguardo senza fatica.


 

credere in se stessiSECONDA REGOLA: credere in se stessi. Se non credi in te stesso perché gli altri dovrebbero farlo? Non importa cosa pensano o credano gli altri su tuo conto. L’unico parere che conta qui è il tuo. Le tue convinzioni determinano chi sei e dove andrai. Le tue convinzioni possono limitarti o possono invece darti la spinta necessaria per proseguire verso i tuoi obiettivi. Convinciti di essere potente, di essere perfetto così come sei. Convinciti di essere capace di manifestare i tuoi desideri. Convinciti di essere parte di un’universo in continua espansione. L’universo crea e crea attraverso le sue creature. I tuoi desideri gli permettono di espandersi. È un processo inevitabile per lui. Scegli da che parte stare e chiediti: chi voglio diventare in questa vita? Devi essere tu a scegliere chi essere, non la tua scuola, né i tuoi genitori, né l’azienda per cui ora lavori. Tu, chi vuoi essere per essere felice?


 

TERZA REGOLA: rompi le regole. Come detto all’inizio di questo articolo, il mondo ti vorrebbe in un certo modo e sarebbe consigliabile che tu non esca dal seminato. Devi rimanere tra i paletti che la società ha piazzato per te se vuoi mantenere un certo decoro, una certa reputazione… che c… etriolata! Rompi gli schemi, inventane di nuovi. Fai come ti pare e disegna da solo la tua strada. Questo vuol dire essere unici, questo vuol dire assicurarsi di crescere. I conformisti non hanno mai fatto la storia. La storia è stata scritta sempre da persone che hanno avuto il coraggio di essere se stesse e non si sono attenute a stili di vita preconfezionati. Rompere le regole vuol dire rompere la gabbia. Sei fatto per volare, non startene a guardare! Non farti imprigionare dalle regole degli altri. Vuoi fare la modella ma hai la vitiligine? Vuoi fare l’attore ma con il tuo accentò puoi fare solo la parte di un gerarca nazista? No problem! Se ci credi, se lavori duro, tutto si avvera.


 

QUARTA REGOLA: non avere paura di fallire. Che ci riconduce alla prima regola, ossia accettare le difficoltà. Quando affrontiamo le difficoltà non è detto che riusciremo a superarle al primo colpo. Ma se nutriamo la paura di fallire, o non ci proveremo affatto a superarle, o perderemo inequivocabilmente anche la lezione che il fallimento aveva preparato per noi. Il fallimento è parte del processo di crescita. Il fallimento è l’unica cosa che insegna realmente qualcosa. Ogni successo è figlio del fallimento, da qui non si sfugge.


 

evita gli scettici pessimisti e negativiQUINTA REGOLA: non ascoltare gli scettici. Ci sarà sempre chi ti dirà che una cosa non può essere fatta, che stai sbagliando tutto, che sei pazzo a voler fare in un certo modo… Ma come detto prima: credi in te stesso! Il che vuol dire che non devi dar retta a chi ha una visione limitata rispetto alla tua. Se tu riesci a scorgere un futuro diverso e migliore, se riesci a vedere opportunità dove gli altri non ne vedono, non vuol dire che stai sbagliando. Vuol dire che loro sono ciechi o semplicemente sono abituati a vivere in conformità alle regole che gli sono state dettate. Ma noi siamo qua per rompere le regole e vedere oltre, giusto? Se ascolti gli scettici vivrai secondo il loro modello. Se vuoi vivere come vuoi tu ascolta solo te stesso.

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa – Albert Einstein


SESTA REGOLA: lavora sodo. Finché ci limitiamo a pensare non faremo molta strada. Sai come si dice no? Fa più strada uno stupido che cammina che dieci saggi che pensano. Lavorare sodo significa agire. Solamente compiendo azioni otterremo dei risultati. L’azione porta sempre al cambiamento. Lavorare sodo vuol dire che sbatterai la testa molte volte, ma se non avrai paura di fallire (regola 4), alla fine arriverai in vetta alla tua montagna. Le energie che investi su un progetto gli danno vita, lo fanno crescere. Hai presente quanto è maestosa una quercia? Eppure all’inizio era solo una ghianda. Una ghianda che in sé aveva un progetto, quello di diventare quercia. Ha faticato, ha affrontato molte stagioni e intemperie. Ha rischiato di rompersi quando era solo un fuscello. Ma ora è alta 30 metri e ci vogliono tre persone per abbracciarne il tronco. Quindi, se la ghianda ha trovato tutta questa forza e ha lavorato così assiduamente per tutto quel tempo,  tu vuoi essere da meno? Se vuoi, puoi. Non ci sono scuse che tengono. La partita è persa solo se smetti di giocare. Dacci dentro!

PS: è nei momenti in cui fai più fatica che sta avvenendo la tua crescita. Non mollare qui perché la ricompensa per i tuoi sforzi è vicina.


ricevi quel  che daiSETTIMA REGOLA: restituire qualcosa. Siamo arrivati al capolinea. Si presume che abbiamo ottenuto ciò che volevamo. E quindi? Quindi condividiamo per aiutare il prossimo! Ci sono un’infinità di modi per aiutare gli altri, sia incoraggiandoli, sia economicamente, perché no. Possiamo insegnare ciò che abbiamo appreso, possiamo farci portavoce di messaggi utili… c’è sempre un modo per condividere le nostre competenze, i nostri traguardi. C’è sempre un modo per aiutare gli altri. Questa regola come vedi chiude il cerchio. Aiutare se stessi è aiutare gli altri. Il tuo esempio vale più di mille parole.

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno.
Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita – Proverbio Cinese


Sono convinto che a queste 7 regole se ne possano aggiungere benissimo altre. Ognuno può trovarne delle sue, perché no? Lo abbiamo detto anche prima, dobbiamo rompere le regole!  Se pensi di avere dei punti deboli rifatti agli esempi delle persone che ce l’hanno fatta nonostante la vita sembrava remargli contro. Al momento che lavori su te stesso, al momento che adotti le giuste (7) regole, i punti deboli spariscono (vengono accettati) e diventano parte integrante della tua persona… e chissà, potrebbero rivelarsi delle armi segrete!

Ti auguro una settima ricca di successi,
cristiano mocciola blog

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Pubblicato su crescita personale, successo
2 comments on “Come avere successo: 7 regole
  1. Heka ha detto:

    Molto bello questo post,fa riflettere Cristiano…Ognuno di noi è unico,ma quasi c’è ne vergognamo…La diversità va accettata,volersi bene per quello che siamo,coi nostri pregi,e perché no, anche i difetti, è il primo passo verso la felicità.Buon cammino!😊

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